Archivio per giugno 2011

La mezzanotte del solstizio

21 giugno 2011

Oggi cade il solstizio d’estate. Sarà il giorno più lungo dell’anno, ma noi non ce ne accorgeremo quasi. Dalle parti del Circolo Polare Artico, invece, un fenomeno noto e affascinante segnalerà l’evento: il sole a mezzanotte.

Raggi di sole al solstizio: la parte illuminata, nell'emisfero nord, è la maggiore possibileIl solstizio d’estate è il momento di massima illuminazione dell’emisfero nord del nostro pianeta. La Terra, il cui asse di rotazione è inclinato di circa 23.4° rispetto al piano dell’orbita, si mostra oggi al Sole col massimo possibile della sua “faccia” settentrionale. Questo significa che i raggi solari, oggi, coprono su ogni parallelo a nord dell’equatore la porzione più ampia di tutto l’anno.

Ruotando attorno all’asse, dunque, i punti a nord dell’equatore impiegano il tempo più lungo possibile per attraversare la zona illuminata: ecco perché si tratta del giorno più lungo (tanto più lungo quanto più ci si avvicina al Polo Nord).

Ad alcune latitudini, la zona illuminata arriva a coprire l’intero tragitto che i punti della Terra percorrono attorno all’asse nell’arco della giornata. Si tratta di quelle situate a meno di 23.4° dal Polo Nord: i luoghi al di sopra del Circolo Polare Artico.

Lì, il sole non tramonta affatto: resta al di sopra dell’orizzonte per più di ventiquattr’ore. Guardando in cielo attorno alla mezzanotte, dunque, lo si potrà ancora vedere.

Per chi abita sul Circolo Polare Artico, oggi è l’unica occasione per assistere a questo spettacolo in tutto il suo splendore. A partire da domani, infatti, la zona illuminata dal sole andrà restringendosi sempre più attorno al Polo Nord, fino a scomparire del tutto con l’equinozio d’Autunno.

Chi invece si trova ancora più a nord del Circolo Polare, convivrà più a lungo col sole di mezzanotte. A Capo Nord, la località più settentrionale del nostro continente, il prossimo tramonto vero e proprio sarà il 29 luglio – e l’ultimo è stato il 14 maggio!

In quelle zone può capitare anche di assistere a fenomeni ancora spettacolari. Il filmato qua sotto è un time-lapse di un’eclissi solare di mezzanotte, avvenuta proprio il primo giugno di quest’anno e fotografata dalla Norvegia. Si tratta ovviamente di un evento poco frequente: il precedente era stato nel 2000, quello prima ancora nel 1985.

L’eclissi di luna… a che serve?

15 giugno 2011

Foto eclissiGiove Pluvio (o chi per lui) ci permetterà di osservare al meglio l’eclissi totale di Luna questa sera?

Il meteo non dà una risposta certa, ma noi vi ricordiamo comunque l’appuntamento alla Torre del Sole, alle ore 21, per contemplare lo spettacolo sia a occhio nudo che con telescopi portatili. Durante le due ore e mezza previste per la serata, si andrà anche alla scoperta delle costellazioni del cielo di giugno e del pianeta Saturno, e ci sarà la possibilità di visitare l’osservatorio.

E per chi dovesse restare a casa? Tutto quel che c’è da sapere è che l’occultamento della Luna da parte della Terra inizerà alle 20:22 e terminerà attorno alla mezzanotte. La fase di totalità, in cui la Luna sarà completamente oscurata dall’ombra terrestre, sarà particolarmente lunga e durerà dalle 21:22 alle 23:03. Il momento migliore per stare sol naso all’insù, dunque, sarà attorno alle 22:10.

C’è un’altra domanda relativa alle eclissi lunari a cui è molto interessante rispondere: oltre alla pura bellezza per gli occhi, che utilità può avere questo fenomeno?

Le eclissi lunari sono note fin dall’antichità (la prima testimonianza, presente in un testo cinese, si riferisce al 1136 avanti Cristo!) e nel corso dei secoli sono state sfruttate per gli scopi più diversi: alcuni pratici, alcuni strettamente scientifici, altri per nulla lodevoli.

Ipparco e la longitudine

La prima storia è associata a Ipparco di Nicea, che visse nel secondo secolo avanti Cristo e fu l’ultimo grande astronomo dell’età ellenistica. A lui dobbiamo, per esempio, la scoperta della precessione degli equinozi, il catalogo stellare più preciso del mondo antico e l’introduzione delle coordinate celesti.

Come impiegò le eclissi lunari Ipparco? Le sfruttò (o meglio: propose di sfruttarle) per determinare la longitudine dei punti sulla Terra. Mentre individuare la latitudine era al tempo piuttosto semplice – bastava misurare l’altezza del Sole o di una certa stella a una data ora – un calcolo preciso della longitudine era impossibile. L’idea di Ipparco era questa: anche se l’eclissi avviene a “ore locali” differenti nei luoghi della terra da cui è osservabile, essa è un evento unico, simultaneo in ogni punto. L’ora locale dipende solo dalla longitudine, dunque dalla differenza tra le ore locali si sarebbe potuta ricostruire la coordinata desiderata.

Il metodo era ingegnoso, ma al tempo inapplicabile: la tecnologia di allora non permetteva una misura sufficientemente precisa dell'”ora locale”.

Cristoforo Colombo e la rabbia divina

Colombo e l'eclissiAl capitolo “utilizzi poco edificanti” troviamo Cristoforo Colombo in persona. Nel 1503, spiaggiato in Giamaica privo di provviste, fu accolto assieme al suo equipaggio dagli indigeni dell’isola. Dopo alcuni mesi, però, questi cessarono di rifornirli di cibo: gli uomini di Colombo, infatti, rubavano nei villaggi e truffavano gli isolani.

Qui entra in gioco l’eclissi. Tra le carte di navigazione che Colombo aveva con sé, c’era un almanacco astronomico, che indicava per il primo marzo 1504 un’eclissi lunare. Colombo si recò allora dal capo degli indigeni, Cacique, e predisse che il suo Dio avrebbe infiammato la Luna in segno di disappunto per il trattento riservato a Colombo e i suoi uomini.

Quando, in perfetto accordo con la previsione di Colombo, la Luna si colorò di rosso a causa dell’ingresso nel cono d’ombra terrestre, Cacique e il suo popolo furono profondamente intimoriti e supplicarono di servire nuovamente Colombo, purché questi intercedesse col suo dio e facesse tornare la Luna al suo normale colore. Colombo accettò e, come ovvio che fosse, dopo una quarantina di minuti l’eclisse terminò.

Oggi: il Lunar Radiometer Experiment

Lunar Radiometer ExperimentAnche l’eclissi di oggi avrà una sua utilità. Permetterà alla sonda Lunar Reconoissance Orbiter di inferire la composizione dello strato roccioso al di sotto della superficie lunare.

Come? Misurando la velocità di raffreddamento della superficie stessa. Durante l’eclissi, la Luna non riceve più i raggi solari, e dunque la sua temperatura diminuisce: molto rapidamente, perché mancano totalmente acqua e atmosfera – che sulla Terra evitano la dispersione del calore.

Alcune zone della Luna si raffredderanno più in fretta: quelle coperte da sabbia o polvere (i cui granellini hanno, rispetto alla loro massa, un’enorme superficie per dissipare il calore). Altre, come le distese di massi, ci metteranno di più. Il Lunar Radiometer Experiment tiene costantemente traccia delle variazioni di temperatura sulla superficie lunare, e grazie all’eclisse fornirà molti dati utili agli scienziati della NASA.

La galassia dietro casa…

9 giugno 2011

Ancora la Via Lattea, ancora un filmato mozzafiato realizzato con tecnica time-lapse. Questa volta l’autore è Randy Halverson, un contadino (nonché astrofilo) del South Dakota che ha scattato le fotografie che compongono quest’animazione direttamente dal giardino della sua cascina – peraltro ben visibile nel filmato.

Per ottenere le immagini, Randy si è servito di una speciale attrezzatura robotica, da lui stesso progettata. La macchina fotografica è installata su una montatura equatoriale che le permette di muoversi con le stelle. L’effetto “zoom” che dà dinamismo a molte scene del filmato è ottenuto però grazie alla rotaia di 180 cm alla quale è agganciata l’apparecchiatura. Lo scorrimento avanti e indietro è regolato da un motorino collegato al computer.

attrezzarura roboticaLe foto sono prese dall’altezza di pochi centimetri dal suolo: le poche notti limpide che Randy ha avuto a disposizione si sono rivelate estremamente ventose, e solo tenendo la macchina vicina a terra ha potuto evitare oscillazioni che avrebbero compromesso la riuscita degli scatti.

Molto affascinante anche il filmato “Orion“, girato tra marzo e aprile e accompagnato dalla musica della band post-rock The American Dollar.

Una curiosità: in entrambi i video si scorgono all’orizzonte, in alcune scene, macchie luminose aranciate. Che oggetto celeste sono? Nessuno: si tratta delle luci della città Winner, a una sessantina di kilometri di distanza dalla casa di Randy.


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