Archivio per dicembre 2012

STELLE DI NATALE ALLA TORRE DEL SOLE

22 dicembre 2012

A tutti gli amici della Torre del Sole formuliamo i più affettuosi auguri di Buone Feste e con l’occasione diamo appuntamento presso il Planetario per rivivere insieme lo spirito natalizio con “Inseguendo una stella… la magica storia del Natale”, uno spettacolo emozionante costruito seguendo i vangeli di Luca e Matteo alla ricerca della “stella” che i Re Magi seguirono per trovare la capanna.

Sarà stata una vera Stella cometa?

Scopritelo con Noi!

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Di seguito riportiamo le attività previste nel periodo delle festività:

 

Mercoledì 26 dicembre

Ore 15.00 Spettacolo al Planetario: “Inseguendo una stella…la magica storia del Natale” (per famiglie e bambini).

Ore 16.00 Proiezione al Planetario del film-documentario “Oasi nello Spazio”.

Ore 17.00 Spettacolo al Planetario: “Inseguendo una stella…la magica storia del Natale” (per famiglie e bambini).

Ore 18.00 Osservazione preserale delle Giove e Luna (in caso di brutto tempo, spettacolo al Planetario).

 

Giovedì 27 dicembre

Ore 14.30 Visita guidata.

Ore 16.00 Spettacolo al Planetario: “Favole e animali del cielo” (consigliato per bambini).

Ore 17.00 Spettacolo al Planetario: “Inseguendo una stella…la magica storia del Natale” (per famiglie e bambini).

Ore 18.00 Osservazione preserale di Giove (in caso di brutto tempo, spettacolo al Planetario).

Ore 21.00 Serata osservativa: “Inseguendo una stella … la magica storia del Natale” (spettacolo al Planetario e osservazione).

 

Venerdì 28 dicembre

Ore 15.00 Spettacolo al Planetario: “Inseguendo una stella…la magica storia del Natale” (per famiglie e bambini).

Ore 16.00 Proiezione al Planetario del film-documentario “I Buchi neri”.

Ore 17.00 Spettacolo al Planetario: “Passeggiando tra le stelle d’Inverno” (per famiglie e bambini).

Ore 18.00 Osservazione preserale di Giove (in caso di brutto tempo, spettacolo al Planetario).

Ore 21.00 Serata osservativa: “Giove: il gigante del Sistema Solare” (proiezione commentata e osservazione al telescopio).

 

Sabato 29 dicembre

Ore 14.30 Visita guidata.

Ore 16.00 Spettacolo al Planetario: “Inseguendo una stella…la magica storia del Natale” (per famiglie e bambini).

Ore 17.00 Spettacolo al Planetario: “Inseguendo una stella…la magica storia del Natale” (per famiglie e bambini).

Ore 18.00 Osservazione preserale di Giove (in caso di brutto tempo, spettacolo al Planetario).

Ore 21.00 Serata osservativa: “Bambini tra le Stelle“, osservazione dedicata ai più piccoli (6-12 anni) e famiglie.

 

Domenica 30 dicembre

Ore 14.30 Visita guidata.

Ore 16.00 Spettacolo al Planetario: “Inseguendo una stella…la magica storia del Natale” (per famiglie).

Ore 17.00 Proiezione al Planetario del film-documentario “Due piccoli pezzi di vetro“.

Ore 18.00 Osservazione preserale di Giove, Luna e Pleiadi (in caso di brutto tempo, proiezione al Planetario).

Ore 21.00 Serata osservativa: “Orione, il signore dell’inverno” (proiezione al Planetario e osservazione al telescopio).

 

Giovedì 3 gennaio

Ore 15.00 Visita guidata.

Ore 16.30 Spettacolo al Planetario: “Inseguendo una stella…la magica storia del Natale” (per famiglie e bambini).

Ore 17.30 Proiezione al Planetario Film-Documentario: “Oasi nello Spazio“.

Ore 21.00 Serata osservativa: “Giove e le sue Lune“(Proiezione commentata e osservazione al telescopio).

 

Venerdì 4 gennaio

Ore 15.00 Visita guidata.

Ore 16.30 Spettacolo al Planetario: “Inseguendo una stella…la magica storia del Natale” (per famiglie e bambini).

Ore 17.30 Proiezione al Planetario Film-Documentario: “Buchi Neri”.

Ore 21.00 Serata osservativa: “Bambini tra le Stelle” , osservazione dedicata ai più piccoli(6-12 anni) e famiglie.

 

Sabato 5 gennaio

Ore 15.00 Visita guidata.

Ore 16.30 Spettacolo al Planetario: “Inseguendo una stella…la magica storia del Natale” (per famiglie e bambini).

Ore 17.30 Spettacolo al Planetario: “Il Gigante Orione e le stelle d’Inverno“.

Ore 21.00 Serata osservativa: “La cintura di Orione e le Stelle d’Inverno” (Planetario e Osservazione al telescopio).

 

Domenica 6 gennaio

Ore 14.30 Spettacolo al Planetario: “Inseguendo una stella…la magica storia del Natale” (per famiglie e bambini).

Ore 16.00 Proiezione al Planetario Film-Documentario: “Oasi nello Spazio“.

Ore 17.00 Spettacolo al Planetario: “Inseguendo una stella…la magica storia del Natale” (per famiglie e bambini).

Ore 18.00 Osservazione Preserale al telescopio: “Giove e le Pleiadi” (In caso di brutto tempo proiezione al Planetario).

Costi:

–         attività pomeridiane: € 5 intero e € 3 ridotto a spettacolo. (due spettacoli intero € 8 invece che 10).

–         attività serali: € 8 intero e € 5 ridotto.

Per prenotazioni e informazioni potete chiamare allo 035 621515 o scrivere a info@latorredelsole.it

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THE DAY AFTER … 22 DICEMBRE 2012

17 dicembre 2012

Vi immaginate quanti articoli e trafiletti appariranno il 22 dicembre, quando tutti si saranno accorti e convinti che non c’è stata alcuna fine del mondo? Questa volta la previsione è davvero facilissima: si scatenerà un tumultuoso e sterile oceano di polemiche, critiche, rivendicazioni, discussioni, inutili commenti e banali giustificazioni e in tal modo, come pare, sull’argomento fine del mondo si saranno complessivamente spesi in Rete molte migliaia di terabyte. Un articolo scritto prima della temuta  data, pur mescolandosi con quelli che hanno garbatamente tentato

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di far rientrare ogni allarmismo circoscrivendo la questione nell’ambito scientifico, si distingue almeno per onestà intellettuale, scommettendo a priori tutto sul fatto che non succederà proprio nulla e lasciando ad altri il compito di scannarsi a partire dal day after.

Quand’ ero un ragazzino mi raccontavano spesso la favola di Pierino e il lupo, nella quale il dispettoso bimbetto non faceva altro che allarmare tutti urlando al lupo, al lupo, anche se non era vero. La didascalica e semplice morale di questa favoletta potrebbe da sola convincere i più che la maledizione della fine del mondo è, tutto sommato, un déjà vu, piuttosto trito e ritrito nelle sue numerose versioni, con attori e costumi differenti, ma sempre con la medesima trama che vede al centro della scena lo scoccare dell’ultima ora per l’umanità. Nel 1982, ad esempio, un insolito allineamento dei principali pianeti aveva fatto pronunciare parole apocalittiche agli specialisti di queste profezie e io all’indomani della data fatale scrissi una lettera ai principali quotidiani per deridere sia chi le aveva fatte circolare sia chi vi aveva creduto. Il famosissimo Mille e non più mille di Nostradamus alimentò per anni crescenti paure più o meno inconsce e solo alla mezzanotte del primo gennaio 2000 molti tirarono un sospiro di sollievo, purificati e guariti d’incanto da una inquietante forma di isterismo collettivo.

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Altri motivi per decretare la fine del mondo e per terrorizzare il popolino sono stati puntualmente e arrogantemente sbandierati anche in seguito, quando un minimo di esperienza poteva suggerire condotte più accorte. E dunque ecco le ultime eclissi del secolo, gli allineamenti celesti, gli asteroidi del giudizio universale, le stelle in rotta di collisione con la Terra, lo sbarco degli alieni, lo slittamento della crosta terrestre, i supervulcani, i superterremoti, le supertempeste solari, le supernove, i buchi neri, le radiazioni gamma, l’inversione dei poli del pianeta, il rallentamento del moto di rotazione terrestre, gli esperimenti del CERN… E’ possibile trovare in questo ginepraio di semplici spauracchi e profondi timori uno spartiacque di buon senso, una sorta di bussola che aiuti a valutare i singoli casi con fredda razionalità? Possiamo trovare la radice di queste irragionevoli inquietudini per individuarne la cura? Poco più di quattrocento anni fa nasceva la Scienza, per opera di un genio secentesco di nome Galileo Galilei. Egli pose per primo le basi per individuare  ciò oggi che definiamo oggettivare scientifico, educando il mondo ad accostarsi ai fenomeni della natura con prudenza, ipotizzando per spiegare un certo fenomeno  la formulazione di una possibile soluzione che potrà essere accettata come vera solamente se sarà in grado di superare un severo esperimento di verifica e di collaudo. Del resto, anche all’epoca di Galileo, erano più o meno all’ordine del giorno in mezza Europa pubblici roghi in piazza contro astrologi incompetenti, donne accusate di stregoneria o demoni incarnati, segno evidente che certe paure non hanno tempo. Come i ricorrenti miopi fanatismi stile uomini pentitevi, la fine dei tempi è vicina! Malgrado ciò, osserviamo che nel corso degli anni c’è stata una decisa evoluzione delle paure popolari nella direzione del Cosmo, migrando queste dalle profondità della Terra agli spazi siderali. Chiediamoci perché.

Un tempo, basta tor nare a quando ero piccolo io, per far rabbrividire di paura bastava nominare figure come i fantasmi, gli orchi cattivi, l’uomo nero, il mostro che mangiava le persone. Seguirono poi gli gnomi malvagi, gli zombie, i vampiri, le streghe assassine, le fate maledette, i demoni, Frankenstein, i morti viventi, i lupi mannari, i tagliatori di gola, il mostro di Lochness, il Chubacabra, lo scienziato pazzo, i nani delle grotte, i giganti dei monti, l’abominevole uomo delle nevi, lo Yeti, i draghi alati, fu poi il momento dei più moderni Ultracorpi, di Aliens, dei Replicanti. E l’elenco potrebbe continuare per molto. Fate anche voi un esperimento: provate a dire a un bambino di oggi che stanotte arrivano gli alieni cattivi, vi riderà in faccia! Nessuno ha mai visto un fantasma girare per le vie del centro se non a carnevale, né un lupo mannaro scendere dal bus, dunque il sillogismo se esistono devo poterli vedere, purtroppo (o per fortuna) non li vedo mai e dunque non esistono è un ragionamento che ha una sua sensatezza e che porta a timbrare tutte quelle orribili figure come semplice frutto dell’immaginazione. Ecco allora che i nostri seminatori di terrore, visti ormai inutili e derisi i tradizionali mostri popolari, colpa dei tempi, hanno preferito migrare in un luogo dove nessuno possa mai recarsi per dimostrare l’infondatezza delle nuove maledizioni pronte ad abbattersi su di noi: lo Spazio.

Lassù, dove regnano le medesime sensazioni che si accompagnano all’intrigante senso di mistero e cioè il silenzio, il buio, il palpitare delle stelle, la vastità dei cieli, è molto facile trovare il terreno giusto per seminare il nuovo terrorismo mediatico, pronto per l’ennesimo sbarco tra di noi e contro di noi. La faccenda dei Maya e della loro profezia si inserisce alla perfezione in questo scenario. La ricetta prevede questa volta un misterioso angolo sperduto della Terra, dove viveva un antico popolo estinto, attento osservatore dei meccanismi celesti, che seppero individuare nell’armonia delle cose del cielo una data particolare nella quale far scoccare la fine dei tempi, profetizzando l’onnipresente fine del mondo; aggiungete un emozionante countdown, poi unite catastrofi e morte, mescolate il tutto con distruzioni generalizzate le peggiori che possiate immaginare e il gioco è fatto! Cosa veramente orbita attorno a una sceneggiatura del genere, cosa davvero cavalca oggidì la credulità popolare? Semplice: soprattutto film, libri, trasmissioni, pagine web, articoli, giochi in scatola, DVD, in una sola parola business! Avete un’idea dei guadagni che certa gente, anche in Italia, ha accumulato con questa storia dei Maya?

La forza di quest’ultima paura collettiva ha dell’incredibile: tutti ne parlano, tutti hanno sentito qualcosa al riguardo, ognuno nel profondo del proprio spirito avverte la tentazione del crederci, si tratta senza dubbio dell’al lupo al lupo più urlato dei nostri tempi. La psicosi, negli ultimi mesi, è aumentata in maniera vertiginosa, basta affacciarsi sul primo strumento di informazione che ci capita per rendersene conto. C’è chi si è costruito dei bunker, chi ha preparato riserve alimentari ed energetiche per anni, chi in preda al puro terrore certamente finirà per suicidarsi, chi si darà ai più sfrenati e pazzi divertimenti prima dell’apocalisse, chi resterà tappato in cantina a guardare l’orologio. Galileo scuoterebbe la testa, incapace di  scegliere se darci dei pazzi o degli ignoranti. Tutta la questione, come detto, ha il sapore di un qualcosa di già visto e se guardiamo alla storia del pensiero umano, dal suo apparire a oggi, in fondo non è cambiato molto. Le paure dell’uomo antico, pur con vesti moderne, non sono differenti da quelle dell’uomo contemporaneo. Ai primitivi stupori di fronte ai fenomeni sconosciuti della realtà, alle paure che si accompagnavano all’idea di essere alla mercé di un mondo lontano e soprannaturale, ingestibile nell’incerta lotta per sopravvivere alle sfide di ogni giorno, si sono sostituite oggi altre paure, che sperimentiamo come un’ancestrale eredità. La semplice consapevolezza di essere totalmente inermi nel confronto con le forze della natura che talora ci mettono alla prova, come le eruzioni, le inondazioni, i terremoti o gli tsunami, ci proiettano in uno scenario di completa e inclemente sottomissione nei confronti del Cosmo e dei suoi capricci.

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L’intera faccenda della profezia dei Maya è avvolta dall’incertezza, dal mistero. La cosa più bella che noi possiamo provare è il senso del mistero: esso è la sorgente di tutta l’arte e di tutta la scienza, diceva Einstein. L’uomo è un essere pensante, nel quale l’istinto, le paure e l’irrazionalità convivono con il ragionamento e la capacità di analisi; dal loro continuo confronto-scontro si è edificato il grande edifico della cultura.  Ribattere con la cultura scientifica punto su punto a ciascuno dei timori -e delle sciocchezze- che fanno da cornice alla profezia dei Maya obbligherebbe a riempire decine di pagine, andando certamente al di là delle finalità di queste righe. Nondimeno, mi piace ricordare che oggi la tecnologia ha offerto alla scienza strumenti di indagine di straordinaria potenza, con i quali la visione dell’universo è andata progressivamente migliorando, evolvendosi dalle prime rozze interpretazioni ai moderni modelli. Questi progressi ci hanno condotto a due importanti conquiste, entrambe utili in questo contesto. Da un lato oggi gli scienziati dispongono di apparecchiature in grado di scorgere un corpo vagante nel sistema solare, come ad esempio un semplice asteroide, anni e anni prima di un suo eventuale avvicinamento alla Terra, dato di fatto che dovrebbe estinguere i timori correlati a un imminente impatto del nostro pianeta con qualunque altro corpo celeste la fantasia dei catastrofisti abbia maturato. La seconda conquista riguarda l’esser potuti giungere alla consapevolezza della scarsissima importanza della Terra e dei suoi abitanti nell’economia dell’Universo. Dalla sciocca e presuntuosa pretesa di essere al centro dell’Universo, imperante meno di cinquecento anni fa, abbiamo dovuto convincerci, pur con gravi difficoltà, che la realtà era ben differente. La Terra è un piccolo pianeta in orbita intorno a una piccola stella, la quale insieme ad altri trecento miliardi di stelle fa parte di una bella galassia tra centinaia di miliardi di altre galassie, in un Universo dalle proporzioni ubriacanti forse circondato da altri infiniti universi. Credere di essere abbastanza degni di costituire un bersaglio particolare per un qualunque pericolo celeste o di rivestire una particina più importante di altre nel grande scenario dello Spazio significa far riaffiorare l’orgoglio di supremazia e di dominazione che guidava le vecchie concezioni astronomiche.

Di là di ogni considerazione, il vero fulcro della vicenda Maya è nella malafede di chi ha voluto manipolare a proprio piacimento i contenuti dei documenti storici a disposizione. I Maya non hanno mai parlato della fine del mondo, né del tempo, ma della semplice conclusione di un lungo periodo temporale del loro calendario, peraltro puramente arbitrario come tutti gli intervalli di tempo inventati dai vari popoli. Nei loro testi, ma questo ovviamente non lo si dice mai, si fa riferimento anche a date molto posteriori al 2012. Dunque, la questione appare abbastanza chiara: questa volta la ricetta prevede una bella dose di ignoranza scientifica, una fetta di insicurezza spirituale, una scodella di troppa dipendenza dai moderni effetti speciali cinematografici, un misurino di dati sfuocati e lungamente manipolati, un pizzico o due di ingenuità popolare. E così, quando i ragazzini ci chiedono: ma cosa succederà dopo il 21 dicembre? la risposta è sempre la stessa: continuerete ad andare a scuola. E’ anche colpa di noi adulti se nelle fantasie di bambini e adolescenti semplici ipotesi buone per un racconto davanti al caminetto hanno potuto ingigantirsi fino a trasformarsi a intime paure. Forse stavolta i nostri catastrofisti prenderanno una tale batosta da starsene un po’ zitti per un po’. Ma succederà ancora, inevitabilmente, che qualcuno griderà di nuovo al lupo, al lupo… Qualcuno dirà che si voleva intendere la fine del mondo non come il giudizio universale, ma come la fine di un ciclo, di un certo attuale tempo, nella convinzione che l’umanità entrerà in un momento storico migliore, prosperoso e di pace. Sarà proprio così? Non lo sappiamo, ma anche in questo caso restiamo con i piedi fuori dalla scientificità.

Concludiamo queste note con un’osservazione talmente semplice da sembrare banale: è ovvio che un giorno il mondo finirà, questo è il corso delle cose. Pianeti, stelle, buchi neri e galassie nascono, vivono e muoiono, percorrendo una parabola evolutiva incessantemente dominata dal divenire. Lo stesso Universo si crede sia nato da un atto iniziale e ci si interroga su quale sarà la sua sorte ultima. Sono problemi di portata quasi ultraterrena, di particolare stimolo al pensiero dell’uomo. Certo, tra cinque miliardi di anni l’idrogeno che alimenta la fornace nucleare del sole si esaurirà, tra dieci miliardi di anni la nostra Via Lattea si scontrerà con la gigantesca galassia di Andromeda e probabilmente tra cento miliardi di anni l’azione dissolutiva dell’energia oscura avrà disperso ogni particella dell’universo materiale in uno spazio tanto grande da potersi definire senza problemi infinito. Prima di queste remote scadenze, per scongiurare una fine del mondo prematura ancorché molto probabile, basterebbe forse avere un po’ più di rispetto per noi stessi e il nostro piccolo pianeta.

Davide Dal Prato direttore Parco Astronomico La Torre del Sole

20 DICEMBRE 2012 SPECIALE MISTERO DALL’OSSERVATORIO TORRE DEL SOLE

15 dicembre 2012

SPECIALE MISTERO IN DIRETTA DALLA TORRE DEL SOLE – ITALIA UNO
La sera del 20 dicembre 2012 dalle 21 alle 24, l’Osservatorio La Torre del Sole, ospita la diretta, su Italia Uno, dello speciale Mistero sulla profezia della fine del mondo.
Eventuale pubblico potrà sostare nel Parco dei Pianeti antistante la Torre del Sole dove sarà posizionato uno maxi schermo e verranno effettuati collegamenti con l’interno e interviste alle persone presenti.
Ci sarà servizio di bevande calde.

CONSULTATE IL CALENDARIO DEGLI EVENTI PER IL PUBBLICO: 

http://www.latorredelsole.it/

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SOTTO UN TETTO DI STELLE – Imparare a conoscere il cielo

13 dicembre 2012

La Torre del Sole invita al Firmamento con:

SOTTO UN TETTO DI STELLE

Ciclo di incontri al Planetario per conoscere il cielo, comprendere i fenomeni visibili ad occhio nudo e imparare ad individuare i più affascinanti oggetti celesti osservabili con strumenti amatoriali.

Un utile approfondimento per tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla conoscenza della volta celeste, che hanno un piccolo telescopio e non sanno cosa puntare. Utile agli insegnanti che hanno bisogno di approfondire alcune delle dinamiche celesti; agli studenti che si preparano agli esami o hanno voglia di conoscere qualcosa di più; ai curiosi che sono affascinati dalla bellezza degli astri; ai neo astrofili che ancora devono migliorare le loro conoscenze sul cielo.

Tutto svolto sotto il tetto di stelle della cupola del planetario! Frequentando tutte le lezioni diventa un vero e proprio corso di astronomia!

Costo singola lezione € 7, costo delle sei lezioni € 40. Gli incontri si svolgeranno ogni due giovedì alle ore 21.00 a partire dal 10 gennaio 2013.

Per le prenotazioni: 035 621515 – info@latorredelsole.it

Programma:

Incontro 1: Giovedì 10 gennaio 2013

LE APPARENZE DEL CIELO E LA GEOGRAFIA CELESTE

I moti della Terra e i fenomeniche ne conseguono, la mappatura del cielo.

Incontro 2: Giovedì 24 gennaio 2013

IL CIELO SOPRA DI NOI PARTE PRIMA

Costellazioni e oggetti celesti della primavera e dell’estate.

Incontro 3: Giovedì 7 febbraio 2013

IL CIELO SOPRA DI NOI PARTE SECONDA

Costellazioni e oggetti celesti dell’autunno e dell’inverno.

Incontro 4: Giovedì 21 febbraio 2013

I MOTI DELLA LUNA

Dinamiche di una danza.

Incontro 5: Giovedì 7 marzo 2013

I CORPI DEL SISTEMA SOLARE

Conoscere le geometrie del nostro quartiere celeste.

Incontro 6: Giovedì 21 marzo 2013

IL CIELO SOTTO DI NOI

Il cielo australe e i suoi lucenti gioielli.

Parco Astronomico La Torre del Sole – Brembate di Sopra, Via Caduti sul Lavoro,2 (Ang. Via Locatelli)

Tel. 035 621515 – mail: info@latorredelsole.itwww.latorredelsole.it

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LE COMETE, SILENZIOSI VIAGGIATORI DELLO SPAZIO !

3 dicembre 2012

Il 13 dicembre 2012 alle ore 21.00, il giorno di Santa Lucia: Appuntamento con la scienza di dicembre.

LE COMETE, SILENZIOSI VIAGGIATORI DELLO SPAZIO !

Alla scoperta degli affascinanti corpi minori del Sistema Solare che hanno ispirato fantasie, paure e desideri dei popoli di ogni tempo. Le comete nella scienza e nell’arte.

Relatori: Rita Ceresoli e Davide Dal Prato.

Al termine sarà possibile assistere, in anteprima, allo spettacolo per Planetario:  “Inseguendo una stella… la magica storia del Natale” .

Ingresso 3 € -serata di approfondimento scientifico adatta a tutti.

Info e prenotazioni: 035 621515 – info@latorredelsole.it

Comete

 

COSA E’ UNA COMETA?

Come gli asteroidi, le comete sono dei corpi considerati minori nel Sistema Solare, e di sicuro sono minori perché più piccoli di Sole, pianeti e satelliti. Tuttavia la loro importanza non è affatto “minore”, come vedremo!

Le comete sono dei corpi caratterizzati da un nucleo coperto di ghiaccio. Le dimensioni di una cometa vanno da pochi chilometri a decine di chilometri di diametro, e come tutti i corpi celesti anche le comete ruotano su loro stesse. Come i pianeti e gli asteroidi, anche le comete sono attratte dal Sole e finiscono per passargli vicino.
Essendo composte da ghiaccio, seppur sporco, passando vicino al Sole si scaldano e succede quacosa di particolare. Il ghiaccio sublima: quindi passa dallo stato solido direttamente allo stato gassoso, senza passare per lo stato liquido.

E’ proprio questo processo di sublimazione che crea l’effetto a noi più noto: la coda della cometa. Quando il ghiaccio sublima, il nucleo diviene sfumato, circondato da un alone di ghiaccio che sublima. Il nucleo è circondato da una coma, o chioma.

Chi più chi meno, chi ha avuto modo di guardare il cielo nel 1997 avrà un ricordo più o meno nitido di una grande cometa, la cometa di Hale Bopp.
Un tempo le comete erano considerate come portatrici di sfortuna e quando si rendevano visibili si pensava potessero rovinare raccolti o portare altre sventure. Oggi per fortuna abbiamo superato queste paure e possiamo goderci le comete per quel che sono.
Si può dire che quasi ogni notte c’è una cometa in cielo, ma molto passano senza rendersi visibili ad occhio nudo. In realtà sono davvero poche le comete che si concedono come la Hale Bopp fece nel 1997.
Alcune comete stupiscono tutti presentando delle vere e proprie inattese esplosioni di luminosità! I motivi ancora sono ignoti ma non sono eventi rarissimi.

The Great Comet of 1997, Hale-Bopp

La coda delle comete non è rivolta, come si può pensare, in direzione opposta alla loro direzione: è rivolta sempre in direzione opposta al Sole! Il motivo è facile da capire: sulla Terra quando corriamo veloci sentiamo il vento in faccia perché sulla Terra c’è atmosfera, e i nostri capelli vengono spinti indietro dal fatto che noi, correndo, li “spingiamo” contro la massa d’aria. Ma nel Sistema Solare non c’è questa massa di aria quindi il ghiaccio che sublima non viene spedito indietro come i nostri capelli! A spingerlo indietro ci pensa il vento solare! Il vento solare si espande tutto intorno al Sole, e la cometa passando intorno al Sole vede la sua coda muoversi sempre in direzione opposta al Sole, come mostrato nella figura .

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Alcune comete passano e ripassano nei nostri cieli a distanza di pochi anni, o comunque un numero di anni che ci consente di vederle più volte nella nostra vita. Queste comete, per passare così tante volte intorno al Sole, devono avere orbite più o meno vicine. Tutto dipende dal punto di partenza di queste comete.
Si pensa che poco al di fuori dell’orbita di Nettuno ci sia una riserva di nuclei cometari in sosta, parcheggiati in un disco di diametro grandissimo. A volte qualche perturbazione esterna induce alcuni di questi nuclei ad entrare nel Sistema Solare e a diventare vere e proprie comete. Questa riserva di comete è chiamata Fascia di Kuiper, dal nome di chi per primo l’ha ipotizzata. Le comete che provengono da questa fascia passano intorno al Sole in tempi accettabili per un uomo e sono dette comete di breve periodo.

Oltre a queste esiste un’altra sacca, teorizzata ma mai vista, di altri nuclei cometari. Non è un disco ma una sfera posta tutta intorno al Sistema Solare ed è nota come Nube di Oort. E’ talmente distante che le comete che provengono dalla Nube di Oort impiegano tantissimo tempo per tornare al punto più vicino al Sole. La cometa Hale Bopp, ad esempio, passa più o meno ogni 2000 anni! Sono le cosiddette comete di lungo periodo.

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Esistono anche comete che terminano velocemente la loro esistenza, perché vengono così fortemente attirate dalla gravità del Sole che vi si “schiantano” addosso; vengono definite comete Kamikaze.  Tenendo monitorato il sole è un fenomeno che è abbastanza facilmente visibile e frequente nel corso di un anno.

Le comete sono importanti anche per un altro motivo a noi molto più stretto: esistono teorie molto fondate che siano state le comete, infatti, a portare la vita sulla Terra!

L’analisi delle comete, infatti, ha mostrato che sono portatrici di composti chimici dai quali è potuta fiorire la vita a contatto con l’acqua dei nostri oceani.
Studiare le comete, quindi, vuol dire studiare le nostre origini e quelle del nostro Sistema Solare!!!

Non basta ancora! Quando la sera ci capita di vedere tante stelle cadenti, dobbiamo pensare che si tratta il regalo di qualche cometa. Quando si avvicinano al Sole, infatti, la loro scia lascia minuscole particelle per tutto il percorso. La Terra, durante il suo moto intorno al Sole, in alcuni periodi dell’anno finisce con il passare attraverso queste nuvole di particelle che, infilandosi nell’atmosfera terrestre, danno vita alle scie luminose che si chiamano meteore, o più comunemente stelle cadenti anche se non sono affatto stelle!!

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Le cometa è associata da molti alle festività natalizie, in particolare alla figura dei Re Magi che, inseguendo una stella cometa nel cielo, avrebbero trovato la strada per raggiungere la capanna dove era nato in bambinello.

Con il Planetario della Torre del Sole è possibile viaggiare nel tempo fino a  portarsi ai cieli degli anni in cui si stima la nascita di Gesù e scoprire se i Re Magi videro proprio una cometa o forse un altro segnale astronomico che li condusse sulla giusta strada. Se volete saperlo non perdetevi la spettacolo natalizio per planetario: “Inseguendo una stella… la magica storia del Natale”, sarà in proiezione dal 13 dicembre al 6 gennaio. Consultate il nostro calendario per conoscere giorni e orari esatti http://www.latorredelsole.it 

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