Archivio per marzo 2013

2013, l’anno delle comete

27 marzo 2013

Le comete sono fenomeni celesti che hanno da sempre appassionato gli astronomi e gli astrofili di tutto il mondo per la loro singolare bellezza, fin dai tempi più remoti, sia che esse vengano osservate ad occhio nudo sia per mezzo di piccoli binocoli o telescopi. Per nostra fortuna quest’anno potremo osservare ben due comete: la Pan-STARRS e la ISON.

Cometa Hale – Bopp

 

Ma che cosa è una cometa?

 

Una cometa è un oggetto minore del Sistema Solare per le sue dimensioni e simile nella forma, che quindi non è quasi mai sferica, ad un asteroide, sebbene si differenzi da esso per la sua composizione. Difatti, una cometa è composta prevalentemente di ghiaccio, metano e anidride carbonica, nonostante contenga anche diversi aggregati di polveri e minerali. Proprio per la presenza di ghiaccio sono volgarmente chiamate palle di neve sporca. Dalla Terra sono difficili da rilevare prima del loro avvicinamento al Sistema Solare interno a causa della loro dimensione abbastanza ridotta. Inoltre, le comete provengono perlopiù dalla Cintura di Kuiper, una zona del sistema solare situata oltre l’orbita di Nettuno e che comprende anche planetoidi come Plutone ed Eris, e dalla cosiddetta Nube di Oort, un’ipotetica nube sferica che circonda il Sistema Solare e che si trova ben oltre l’orbita di Plutone, tra 20000 e 100000 UA (Unità Astronomica, pari alla distanza Terra-Sole, di circa 150 milioni di km) dal Sole; tuttavia non si è certi di ciò, in quanto si tratta di un luogo decisamente troppo lontano e buio per essere osservato con le strumentazioni odierne. Le comete che provengono dalla Cintura di Kuiper sono dette di breve periodo, in quanto compiono il loro passaggio nei pressi del Sistema Solare interno in tempi accettabili per la vita di un uomo, mentre quelle che provengono dalla Nube di Oort sono dette di lungo periodo, poiché impiegano migliaia di anni per percorrere un’orbita intera. È stato addirittura ipotizzato che la vita sulla Terra abbia avuto origine a seguito di alcuni schianti di comete sulla superficie milioni di anni fa!

Rappresentazione della Cintura di Kuiper e della Nube di Oort

Il termine moderno deriva dal greco kométes, parola che deriva a sua volta da kòme, che significa chioma, capelli, in quanto i greci erano soliti paragonare alle code delle comete lunghe capigliature.

 

Una cometa è formata da tre parti principali: un nucleo, una chioma e una coda.

Nucleo: Questo interessante oggetto celeste può avere un nucleo di varie dimensioni, talvolta “minuscolo” e  lungo qualche centinaio di metri, e altre volte molto più grande, fino ad arrivare a parecchie decine di kilometri.Tuttavia esso è sempre formato dagli stessi elementi, che sono principalmente roccia, polvere e ghiacci, situati sotto la spessa crosta rocciosa, oltre ad altri composti organici e non, presenti in quantità nettamente minori. Il nucleo, inoltre, riflette pochissima luce e per questo motivo si tratta di uno degli oggetti più scuri fino ad ora conosciuti – per intenderci, il nucleo di certe comete riflette il 3% della luce incidente, mentre l’asfalto ne riflette il 7%.

Chioma e coda: Quando la cometa si avvicina al Sole, il suo calore fa sublimare gli strati di ghiaccio più esterni del nucleo permettendo così la formazione di una sorta di atmosfera attorno ad esso, la chioma. In seguito il vento solare e la pressione di radiazione del Sole, ossia la pressione esercitata dalle radiazioni elettromagnetiche che si generano all’interno della nostra stella in seguito alla fusione nucleare dell’idrogeno in elio, producono delle lunghe code, che talvolta possono superare anche la lunghezza stessa del Sole. Qualche volta si possono generare due tipi diversi di code: una di polveri di diverse dimensioni che hanno solitamente un colore giallastro causato dalla luce solare e una di gas ionizzati, di colore bianco-bluastro. Non dobbiamo però pensare che queste due code siano rivolte in direzione del Sole (tranne nel caso di un’anticoda), ma anzi in direzione opposta.

Direzione delle due code di una cometa

 

Cometa Pan-STARRS

Scoperta il 6 giugno 2011, è una cometa non periodica che stiamo osservando proprio in questi giorni. Si è resa visibile dapprima dall’emisfero australe e poi da quello boreale e sarà possibile vederla fino a metà aprile – per questo è stata soprannominata cometa di Pasqua. Essa è visibile subito dopo il tramonto verso ovest e con il trascorrere dei giorni si sta gradualmente spostando verso nord, perdendo mano a mano la sua luminosità iniziale, in quanto sta tornando nel luogo da cui è provenuta, allontanandosi sempre più dal Sistema Solare interno.

 

Cometa ISON

Scoperta il 21 settembre 2012, si tratta di una cometa non periodica e radente: ciò significa che passerà molto vicina alla superficie solare, a circa 0,012 UA. Gli astronomi hanno preannunciato che si tratterà di una cometa davvero spettacolare – per darvi un’idea, alcuni hanno ipotizzato che ad occhio nudo possa raggiungere una luminosità pari a 100 volte quella di Venere. Passerà ad una distanza di 60 milioni di kilometri dalla Terra, avvicinandosi di gran lunga rispetto alla Hale-Bopp del 1997, che aveva raggiunto il massimo di 197 milioni di kilometri di distanza dal nostro pianeta. Secondo i calcoli degli astronomi, dovrebbe cominciare a divenire visibile ad occhio nudo attorno alla fine di ottobre/inizio di dicembre, rimanendo tale fino a metà gennaio 2014.

Insomma, se avete intenzione di godervi appieno lo spettacolo di fine anno con la cometa ISON, munitevi di binocoli e telescopi perché troverete di certo pane per i vostri denti!

 

Marco Salvi – Liceo Scientifico “David Maria Turoldo”, 3°CL

CORSO D’INTRODUZIONE ALLA FOTOGRAFIA ASTRONOMICA edizione marzo – aprile 2013

4 marzo 2013

Fotografia: scrivere con la luce…

Nulla meglio della fotografia astronomica interpreta profondamente questo concetto. Scrivere con la luce degli astri, rendere visibile cose che i nostri occhi non potrebbero vedere altrimenti. Esaltare forme e colori di oggetti celesti troppo lontani o poco luminosi. Immortalare un attimo d’emozione e meraviglia al cospetto della profondità e immensità del nostro Universo, apparentemente così simile, ma in realtà così diverso e imprevedibile.

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Se questo è quello che vi piacerebbe fare, non potete perdere l’occasione di imparare come con un corso D’INTRODUZIONE ALLA FOTOGRAFIA ASTRONOMICA.

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Il corso d’introduzione alla fotografia astronomica ha lo scopo di avvicinare tutti coloro che, incuriositi dai fenomeni celesti astronomici e non, abbiano il desiderio di immortalare in uno scatto fotografico brevi e sfuggenti luci celesti o lontani e poco luminosi tesori nascosti tra le stelle . Il corso è adatto a chi possiede una macchina digitale compatta o una semplice webcam, ma anche ai meno neofiti che con reflex digitali e ccd vogliono cimentarsi con la fotografia astronomica al telescopio e con la successiva elaborazione delle immagini acquisite.

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Il corso può essere una buona evoluzione per chi ha già seguito corsi di astronomia pratica; ideale non solo per chi possiede un telescopio, ma anche per chi utilizza un semplice cavalletto dove appoggiare la propria macchina fotografica.

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Imparare a catturare l’immagine di un pianeta, una falce lunare, la coda di una cometa, una congiunzione astronomica al tramonto, la rotazione della volta celeste oppure la tenue luce di una galassia, di un ammasso di stelle e di una nebulosa è possibile seguendo le cinque lezioni di questo corso, che si terranno sempre di venerdì dalle ore 21.00 presso il Parco Astronomico La Torre del Sole.

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Relatori: Davide Dal Prato; Valerio Zuffi; Enrico Punzo; Fausto Affaticati
Programma:

Lezione 1 – Venerdì 22 Marzo 2013: Introduzione alla fotografia astronomica: storia, scopi, applicazioni, luoghi idonei e risultati ottenibili.
Lezione 2 – Venerdì 29 Marzo 2013: Strumenti e attrezzature per la fotografia astronomica: principi di funzionamento ed elementi di fisica ottica.
Lezione 3 – Venerdì 5 Aprile 2013: Teoria della ripresa con obiettivi fotografici e teleobiettivi su cavalletto e in parallelo su telescopio – Composizione TimeLapse.
Lezione 4 – Venerdì 12 Aprile 2013: Teoria delle riprese al telescopio con webcam ed elaborazione dei filmati acquisiti.
Lezione 5 – Venerdì 19 Aprile 2013 : Teoria della riprese al telescopio con Reflex digitale e CCD ed elaborazione delle immagini con dimostrazioni pratiche: domande e approfondimenti.

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Costo: 60 € comprensivo di materiale didattico su supporto CD; sarà possibile comprare il libro “Guida pratica all’astrofotografia digitale” di Lorenzo Comolli e Daniele Cipollina – Gruppo B Editore al prezzo agevolato di 19 €

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Luogo: Parco Astronomico La Torre del Sole – Via Locatelli (Ang. Via Caduti sul lavoro) – Brembate di Sopra – BG.

Per le iscrizioni telefonare allo 035 621515 oppure scrivere info@latorredelsole.it
La quota d’iscrizione deve essere saldata entro la settimana precedente l’inizio del corso.

India Transit of Venus

 


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