Archivio per aprile 2015

LA RAPPRESENTAZIONE DEL MONDO – La storia dell’uomo attraverso l’evoluzione delle carte geografiche.

17 aprile 2015

Da quando esistono i navigatori GPS e Google Maps, le mappe tradizionali sono finite in soffitta. In qualunque formato queste vengano consultate sono essenziali per l’orientamento. Rappresentano, inoltre, un’ invenzione più antica della scrittura e della matematica.

Saper rappresentare il territorio con un disegno, infatti, era e rimane un’abilità fondamentale per la sopravvivenza.

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schema delle onde degli indigeni polinesiani

Gli Inuit della Groenlandia incidevano su pezzi di legno la linea di costa per ritrovare le zone dove caccia e pesca erano più vantaggiose; in India e in Cina si registravano gli spostamenti dei prodotti alimentari; gli indigeni del Pacifico costruivano mappe con intrecci di foglie di palma per ricordare la direzione delle correnti e le rotte fra le isole, che erano rappresentate con conchiglie.

Una delle più antiche carte geografiche giunte fino a noi e databile con certezza (2400-2200 a. C.) è una tavoletta di argilla che ritrae la Mesopotamia con i monti che la limitano a nord, l’Eufrate e alcune località che la circondano.

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planisfero di Eratostene

Eratostene (Cirene, 275 a.C.), successivamente, misurò la circonferenza della Terra, avvicinandosi non poco al dato reale. Introdusse delle linee di riferimento: le principali, fra loro perpendicolari, passavano per Rodi, le altre erano parallele a queste ed erano tracciate a distanze non uguali. Ma le deformazioni erano notevoli e il metodo era poco o per nulla scientifico.

Fu Claudio Tolomeo, nel II secolo, a consentire il grande salto alla cartografia. Per rappresentare il globo terrestre, Tolomeo costruì un reticolato geografico e lo proiettò sulla superficie di un cono, successivamente “srotolato” su un piano, affrontando per la prima volta il problema della sfericità della superficie della Terra. Elaborò poi un atlante in cui, incrociando meridiani e paralleli, fissò la posizione di circa 8 mila località.

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planisfero di Tolomeo

PROBLEMA DELLA LONGITUDINE: GRECI

Ma per determinare le vere coordinate geografiche, mancavano ancora i mezzi adeguati: se infatti la latitudine si poteva ottenere dall’osservazione dell’ombra solare, la longitudine era un’incognita. Per ricavarla, occorreva verificare la differenza di orario fra due località, ma l’impresa, per i Greci, era impossibile. Tolomeo, basandosi sui resoconti di commercianti e soldati, tracciò un Mediterraneo molto allungato e sovradimensionò Europa e Asia. Questo suo errore, molti secoli più tardi, fece sottostimare a Cristoforo Colombo la lunghezza del suo viaggio “verso le Indie”.

 

I ROMANI E LA RISCOPERTA DI TOLOMEO

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Tabula Peutingeriana

La cartografia non fece ulteriori progressi fino al XIV secolo. I Romani si limitarono a compilare, con poca attenzione per le proporzioni, mappe stradali, militari e catastali. La “Tabula peutingeriana”, che ne è la testimonianza più nota, era una guida per militari e viandanti: 6,8 metri di pergamena, 100 mila chilometri di itinerari, disegni sulla morfologia del territorio, centinaia di raffigurazioni, 3 mila indicazioni di luoghi.

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planisfero medioevale

Nel Medioevo le carte erano generalmente allegoriche e, più che la realtà, esprimevano una visione religiosa: Gerusalemme al centro, una circonferenza al posto dell’oceano, il fiume Tanai, il Mar Nero, l’Egeo e il Nilo (disegnati a forma di T) a tracciare il confine fra l’Asia, l’Europa e l’Africa; nella parte alta (che coincideva con l’est), il Paradiso terrestre.

Nel 1400 fu riscoperta l’opera di Tolomeo e l’invenzione della stampa contribuì alla sua diffusione. Dopo lo sbarco in America, Spagna e Portogallo (ma non solo) realizzarono nuove carte del mondo. Con lo sviluppo dei commerci, le mappe divennero indispensabili.

GERARDO MERCATORE

Gerardo Mercatore è noto soprattutto per la cosiddetta “proiezione di Mercatore”, un tipo di proiezione cartografica conforme e cilindrica proposta nel 1569, che permette di rappresentare la superficie terrestre, che è curva, senza distorsione di scale e distanze.

Nella proiezione di Mercatore, per esempio, gli spazi appaiono più dilatati con l’aumentare della latitudine: e così la Groenlandia, che ha una superficie di 2,1 milioni di km2, sembra sulla carta più grande dell’Africa (30 milioni di km2) e l’Europa (10 milioni di km2) corrisponde, su per giù, al Sud America, che però ha quasi 18 milioni di km2.

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proiezione di Mercatore

 

planisfero realizzato sfruttando il metodo di proiezione di Mercatore

planisfero realizzato sfruttando il metodo di proiezione di Mercatore

Mercatore, che nella sua vita costruì mappamondi e astrolabi, tentò di sistematizzare la cartografia esistente all’epoca e realizzò anche una mappa della Palestina, una delle Fiandre, una dell’Europa e una del nuovo mondo (che poi è andata perduta).

Il servizio di Google Maps utilizza attualmente una proiezione di Mercatore per le sue immagini. Il sistema elaborato dal cartografo fiammingo è ottimo per disegnare una mappa del mondo interattiva, che può essere spostata e scalata senza cuciture di giunzione su mappe locali; la distorsione è impercettibile per piccole variazioni di latitudine.

SOLUZIONE AL PROBLEMA DELLA LONGITUDINE: JOHN HARRISON

L’ultimo nodo da sciogliere era quello della longitudine e non era un nodo da poco. Senza longitudine, infatti, era impossibile specificare la posizione delle navi: molte si perdevano e nel 1707, al largo delle isole Scilly, morirono in un solo naufragio più di 2000 uomini.

Già nel 1567 Filippo II, re di Spagna, aveva promesso un premio di 6000 ducati e una rendita vitalizia a chiunque fosse riuscito a risolvere la questione. Nel 1714 il Parlamento inglese emanò il “Longitude Act”, che prevedeva una cospicua ricompensa per chi avesse saputo risolvere il problema.

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meridiano di Greenwich

Nell’impresa si cimentò John Harrison, un carpentiere autodidatta, che costruì un orologio di 40 kg, capace di funzionare nelle condizioni più estreme.

Il suo metodo prevedeva di confrontare la differenza tra l’ora del porto di partenza (mantenuta dall’orologio) e l’ora locale (calcolata guardando il sole); così si sarebbe potuta calcolare la longitudine con la massima precisione.

Orologi con un livello di precisione sufficiente, però, costavano troppo e per decenni i marinai continuarono ad affidarsi alle lune di Giove. Ma la strada era aperta.

Mancava solo l’identificazione di un meridiano zero, da cui calcolare la distanza angolare. Si parlò di Parigi, Cadice, Napoli, Stoccolma. Poi, nel 1884, l’International meridian conference di Washington stabilì che il meridiano di riferimento fosse quello passante per Greenwich, vicino a Londra.

Dai tempi di Tolomeo erano passati più di 1.500 anni.

Vi invitiamo ad approfondire il tema dell’evoluzione delle carte geografiche durante la conferenza di mercoledi 22 aprile 2015 ore 21 :

“LA RAPPRESENTAZIONE DEL MONDO – La storia dell’uomo attraverso l’evoluzione delle carte geografiche.”

Relatore: Prof. Giovanni Grieco – Università degli Studi di Milano.

Ingresso: €3

la rappresentazione del mondo ridotta

 

 

 

Articolo realizzato da Trevisan Luca e Pelucchi Mattia (Isis Giulio Natta).

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