Archive for the ‘astronomia da vedere’ category

5 – 9 SETTEMBRE: CAMPUS “ASPETTANDO LA SCUOLA”

12 agosto 2016
campus astronomia SETTEMBRE
Da lunedì 5 a venerdì 9 settembre proponiamo:

CAMPUS SCIENZE ASTRONOMICHE

rivolto a bambini tra i 7 e i 12 anni

Costo € 65,00 (Sconto per fratello/sorella 10%)

Programma attività (dalle ore 14.30 alle 18.00):

Primo giorno – Il Sole, la nostra stella.
Secondo giorno – I pianeti del Sistema Solare.
Terzo giorno – Oltre Plutone, viaggio nell’Universo.
Quarto giorno – A caccia d’alieni: altra vita nello Spazio.
Quinto giorno – I misteri del Cosmo, ciò che i nostri occhi non possono vedere.

Serata Finale venerdì 9 settembre:

Serata per tutta la famiglia. Verranno consegnati gli attestati di partecipazione, si potrà assistere ad uno spettacolo nella sala Planetario e, tempo meteorologico permettendo, osserveremo alcuni oggetti celesti al telescopio dell’osservatorio astronomico, posizionato alla sommità della Torre.
Il costo della serata per ogni accompagnatore è di € 3

 

Iscrizioni entro il 21 agosto e dal 1 al 4 settembre

(il centro resterà chiuso dal 22 al 31 agosto)

 

Per informazioni e iscrizioni:
tel. 035 621515
mail info@latorredelsole.it

CAMPUS ESTATE 2015: Astronomia, scienze della Terra e scienze Naturalistiche

30 maggio 2015

Anche per quest’anno organizziamo i nostri tradizionali Campus per ragazzi dai 7 ai 13 anni.

Per iscrizioni o informazioni:

035 621515 – info@latorredelsole.it

Per il programma dettagliato clicca QUI

loc campus 13

 

La settimana 4 prevede un programma specifico per i ragazzi delle medie.

Tutti i dettagli su http://www.latorredelsole.it

IL CIELO ESTIVO 2014

18 giugno 2014

Elenchiamo di seguito gli oggetti più interessanti da notare durante il periodo estivo (ponendo come data indicativa quella del 20 luglio 2014 alle 23:00).

Carta con le principali costellazioni del 20 Luglio 2014, ore 23.00

Mappa del cielo con le principali costellazioni del 20 Luglio 2014, ore 23.00

COSTELLAZIONI
Individuato il Grande Carro, ben visibile a nord-ovest, è facile risalire, prolungando il lato “anteriore” del carro stesso di cinque volte la sua lunghezza, alla posizione della stella Polare, e quindi all’estremo del Piccolo Carro. Prolungando invece l’arco del manico si giunge ad incontrare una stella molto luminosa, Arturo, che appartiene alla costellazione del Boote; se si prosegue ancora lungo il prolungamento si può anche notare, bassa nel cielo, Spica, appartenente alla costellazione della Vergine e di colore azzurro molto intenso. Individuato Arturo, salendo in modo perpendicolare alla superficie terrestre troviamo  poi anche la costellazione della Corona Boreale, tuttavia poco visibile nel periodo estivo.
Significativo è poi il Triangolo Estivo (che non è una costellazione bensì un asterismo, cioè una “figura guida” del cielo, proprio come il Grande Carro), ma è facilmente individuabile in alto nel cielo (quasi allo zenit) perché delimitato da tre stelle molto luminose: Vega, appartenente alla costellazione della Lira; Deneb, nella costellazione del Cigno; Altair, nell’Aquila. Infine, a nord-est, si possono individuare la costellazione di Cassiopea, dalla tipica forma a W, e quella di Andromeda, molto bassa nel cielo (ben visibile invece nella tarda estate). Tra la Lira e la Corona Boreale è inoltre individuabile la costellazione di Ercole, allo zenit.

Triangolo estivo con Albireo al centro

Triangolo estivo con Albireo al centro

Come ogni costellazione, anche le tre a cui appartengono le stelle del Triangolo Estivo hanno delle storie alle loro spalle.
La leggenda vuole, infatti, che il Cigno altro non sia una delle sembianze di Zeus che di nascosto volava lungo la Via Lattea per raggiungere una delle sue innumerevoli amanti. L’Aquila invece, secondo la mitologia greca e romana, è l’uccello personale di Zeus, che trasporta avanti e indietro la folgore che il dio adirato lanciava contro i nemici. La Lira, poi, era lo strumento suonato da Orfeo, sventurato amante che discese negli Inferi per recuperare la bella Euridice, morta a causa di un morso di serpente. Tuttavia durante la risalita al mondo dei vivi cadde nella tentazione di guardarla e, contravvenendo al patto precedentemente stipulato con Ade, re degli inferi, la perse per sempre.

PIANETI
Durante il periodo estivo saranno ben visibili (nelle prime ore serali perché molto bassi) Marte, il “Pianeta Rosso”, nei pressi della costellazione della Vergine, a sud-ovest, e il “Signore degli Anelli” Saturno, sempre a sud-ovest ma nella Bilancia. Interessante è la congiunzione che si verificherà tra Saturno, Marte e la Luna il 31 agosto 2014 e sarà ben visibile appena dopo il tramonto.

Congiunzione Luna - Saturno - Marte

Congiunzione Luna – Saturno – Marte

STELLE DOPPIE
Interessanti sono anche alcune stelle doppie. Albireo, il becco del Cigno, è particolarmente bello per la sua costituzione di due stelle di colori contrastanti, una arancione, l’altra (più calda) di colore bianco-azzurro.
Pur essendo distanti tra loro 650 miliardi di chilometri (circa 50 volte il Sistema Solare), esse sono un vero e proprio sistema binario di stelle che ruotano attorno ad un comune centro di massa, pur con un periodo orbitale di svariate migliaia di anni. Già solo con pochi ingrandimenti è possibile individuare la struttura doppia della stella (che a occhio nudo appare come unica)
Nell’Orsa Maggiore si può invece notare Mizar, altra interessante stella doppia ben visibile anche ad occhio nudo che, da una più attenta osservazione, si è scoperto essere in realtà un sistema di sei stelle con un centro comune, pur essendo tra loro distanti circa un anno luce.

Fotografia di Albireo. Si notano molto bene i differenti colori delle due stelle

Fotografia di Albireo. Si notano molto bene i differenti colori delle due stelle

GALASSIE
Durante il periodo estivo la nostra galassia, la Via Lattea, è molto visibile. In particolare nei pressi dello Scorpione è individuabile il nucleo galattico, da cui si diparte uno dei bracci che attraversa la costellazione del Cigno. Per questo l’estate non è un periodo propriamente adatto all’osservazione di altre galassie.
Tuttavia tra le galassie più interessanti visibili ad occhio nudo (ovviamente come piccoli puntini luminosi) troviamo alcuni Oggetti Messier tra cui M31, nota anche come Galassia di Andromeda, e appartenente al Gruppo Locale di cui fa parte anche la nostra Via Lattea. Questa è visibile tuttavia solo nell’ultima parte dell’estate, in quanto si trova prendendo come riferimento l’omonima costellazione che sorgendo ad Est solo in tale periodo diverrà protagonista del cielo autunnale. Distante circa 2,5 milioni di anni luce, è la galassia spirale più vicina alla nostra galassia ed è anche il più lontano oggetto visibile senza l’ausilio di strumenti ottici.
M101, anche conosciuta come Galassia Girandola, è invece visibile nella costellazione dell’Orsa Maggiore, in prossimità di Mizar.
Sempre poco sotto all’Orsa Maggiore troviamo anche la coppia di galassie M51, costituita dalla Galassia Vortice, più grande, e da una seconda galassia più piccola parzialmente coperta da uno dei bracci della prima.

Veduta del nucleo galattico della Via Lattea dall’Emisfero Nord

AMMASSI STELLARI
M13
, o Ammasso Globulare di Ercole, è situato, come il nome stesso descrive, nella costellazione di Ercole: è il più luminoso ammasso globulare visibile nel cielo boreale e in esso è ambientata anche una novella del famoso scrittore fantascientifico Isaac Asimov.
All’orizzonte, poco sotto Cassiopea,  si può notare il Doppio Ammasso di Perseo, ben visibile anche ad occhio nudo a fine estate.

Fotografia di M13 Ammasso Globulare di Ercole o NGC 6205 Autori: Marco Schrievers, Riccardo Crescinbeni, Massimiliano Zulian e Giuseppe Spampinato.

Fotografia di M13 Ammasso Globulare di Ercole o NGC 6205
Autori: Marco Schrievers, Riccardo Crescinbeni, Massimiliano Zulian e Giuseppe Spampinato.

NEBULOSE
Tra le più belle nebulose visibili in questo periodo troviamo M16, o Nebulosa Aquila, individuabile dal prolungamento della “coda” dell’omonima costellazione verso sud. Al suo interno possono essere riconosciute alcune famose formazioni come i Pilastri della Creazione, lunghe nubi di gas oscuro.
Se prolunghiamo ancora verso sud possiamo notare anche M8, o Nebulosa Laguna, nei pressi del Sagittario, che è una delle regioni più brillanti del cielo notturno.
Nei pressi della Lira invece possiamo notare una delle più famose nebulose planetarie: M57, o Nebulosa Anello, a circa 2000 anni luce di distanza dalla Terra.
All’interno del Triangolo Estivo è poi individuabile la Nebulosa Manubrio, altra brillante nebulosa planetaria molto simile come struttura ad M57.
Infine, poco sotto Deneb si può osservare NGC 7000, detta anche Nebulosa Nord America per la sua particolare forma che ricorda la costa est del continente nordamericano.

Fotografia di M57 (Nebulosa Anello)

Fotografia di M57 (Nebulosa Anello). Crediti: Osservatorio di Palermo

PERSEIDI
Durante il periodo estivo la Terra, nel suo percorso attorno al Sole, si trova ad attraversare lo sciame meteorico delle Perseidi. La pioggia meteorica si manifesta dalla fine di luglio fino oltre il 20 agosto, con il picco di visibilità approssimativamente concentrato attorno al 12 agosto, quando la media è di circa un centinaio di scie luminose osservabili (in condizioni ottimali) ad occhio nudo ogni ora.

Fotografia di sei Perseidi (esposizione di 2 ore) da Weikersheim, Germania. Autore: Jens Hackmann

Fotografia di sei Perseidi (esposizione di 2 ore) da Weikersheim, Germania.
Autore: Jens Hackmann

De Filippis Matteo e Parabicoli Sara, studenti del Liceo Scientifico “La Traccia” (Calcinate), in alternanza scuola-lavoro presso il Parco Astronomico “La Torre del Sole”.

Nuova scoperta: supernova SN2014J

28 gennaio 2014

Come spesso accade le grandi scoperte nel mondo della scienza avvengono in maniera del tutto fortuita. Curiosità e osservazione, componenti principali del metodo scientifico, ci conducono su strade sconosciute che inaspettatamente ci introducono a nuovi saperi.

E’ così che nella notte del  21 gennaio 2014 il  Dr. Fossey dell’Università di Londra, durante una lezione con degli studenti di astrofisica, scopre una delle più luminose supernove degli ultimi tempi. Una di quelle scoperte che lasciano il segno e vengono ricordate nei libri di scienza. Sono bastati 10 minuti al telescopio dell’Università di Londra, per passare alla storia acquisendo spettri e immagini del cataclisma cosmico.

m82_uvot_before_sn_large

Immagine con dati catturati tra il 2007 e 2013 Image Credit: NASA/Swift/P. Brown, TAMU

m82_uvot_after_sn_large-arrow_0

Immagine di M82 del 22 Gennaio 2014 Image Credit: NASA/Swift/P. Brown, TAMU

LA STORIA

“Il meteo stava peggiorando – rivela il Dr. Fossey – così invece della lezione pianificata per la classe di Astronomia, ho dato agli studenti una dimostrazione introduttiva di come usare la camera CCD su uno dei telescopi automatici da 35 centimetri dell’Osservatorio”. Gli studenti scelgono cosa puntare. L’obiettivo stavolta era M82, la brillante e fotogenica galassia Sigaro posizionata nella costellazione dell’Orsa Maggiore, accessibile quella notte solo attraverso una piccola porzione visibile di volta celeste londinese.

Durante il puntamento del telescopio, il Dr. Fossey nota una nuova “stella” sovrapposta alla galassia, mai vista nelle precedenti osservazioni. Immediatamente analizza online l’archivio di immagini disponibili della M82.  Era evidente il nuovo astro. Con le nubi in arrivo, non c’era quasi più tempo di controllare. Una rapida serie di esposizioni di 1-2 minuti attraverso diversi filtri, poi subito la ripresa dell’oggetto per misurarne la luminosità e il colore. Nel frattempo si attiva un secondo telescopio per ottenere una seconda fonte di preziosi dati, ossia per assicurarsi di non aver preso un granchio, per scongiurare qualsiasi errore strumentale. Alle 19:40 ore di Londra, le nubi quasi conquistano la Specola. C’è appena il tempo di effettuare una seconda presa di dati per confermare la natura astronomica della sorgente. Poiché non c’erano online notizie ufficiali di scoperta su quella fetta di cielo, il Dr. Fossey  comprende di essere il primo. Forse la sorgente è una Supernova. Non c’è tempo da perdere. Trasmette un Alert alla comunità astronomica mondiale per la conferma della scoperta e, cosa più importante, per ottenere uno spettro di verifica che potrebbe validare o meno la natura della Supernova, preferendola ad altri fenomeni celesti come un asteroide di “passaggio” sulla galassia! Fossey  prepara così il Report per la International Astronomical Union, da inviare al Central Bureau for Astronomical Telegrams.  Non appagato, lancia un Alert anche al team di ricerca delle Supernova negli USA che ha facile e immediato accesso alle strutture di spettroscopia più avanzate al mondo. Gli spettri collezionati dagli astronomi si moltiplicano con le osservazioni di altri centri di ricerca. I dati confermano che la nuova Supernova esplosa in M82 è di categoria Ia, forse in un sistema binario. Il report ufficiale della IAU conferma che Fossey è stato il primo. La SN2014J è sua.

Incredibilmente programmi professionali di ricerca supernova, come il LOSS, AST e LASSST, e anche esperti ricercatori amatoriali come il giapponese Itagaki, non si sono accorti dell’oggetto. Su un’immagine di Itagaki ripresa il 15 gennaio la supernova era già presente e di mag. +14,4 quindi è presumibile che la prima luce dell’esplosione sia giunta fino a noi fra il 14 e il 15 gennaio. In un’immagine profonda del MASTER ottenuta il 13 gennaio la supernova infatti non compare.

Una sequenza d'immagini scattate da Itagaki tra il 14 e 15 gennaio.

Una sequenza d’immagini scattate da Itagaki tra il 14 e 15 gennaio.

LA SUPERNOVA SN2014J

Questa supernova è lo stadio finale di una stella nella galassia M82, non localizzata nel nucleo, ma a 58 arcosecondi ad ovest-sudovest. Si tratta infatti della supernova più vicina a noi dopo quella esplosa nel 1987 nella Grande nube di Magellano che si rese visibile ad occhio nudo raggiungendo la mag. +3.

Purtroppo, anche il telescopio spaziale Hubble, non è stato in grado di individuare la stella progenitrice, nelle fotografie antecedenti all’esplosione. Questa impossibilità è causata dalla abbondante polvere interstellare del disco galattico che nasconde la “visuale”.

M82 è una galassia irregolare soprannominata “Sigaro” posta nella costellazione dell’Orsa Maggiore e distante circa 12 milioni di anni luce; in prospettiva è posizionata di taglio e non è quindi possibile vedere le sue spirali dalla nostra Terra.  Insieme alla sua stupenda compagna M81 formano una delle coppie di galassie più fotogeniche e bersagliate dagli astrofili in questo periodo dell’anno, a metà della notte, è già alta verso lo zenit.

A questa supernova è stata data la sigla SN2014J: SN – supernova; 2014 – è l’anno in cui è stata scoperta; J – è la decima lettera dell’alfabeto, perché è la decima Supernova  dall’inizio dell’anno. È una supernova di Tipo Ia, la più violenta.   Le  analisi spettrali della luce della SN2014J, suggeriscono che debba ancora esprimere tutto il suo fulgore prima di raggiungere il massimo. Le supernove di tipo Ia sono in genere frutto della totale disintegrazione della massiccia stella progenitrice, i cui frammenti in espansione a 20mila Km/s vengono scagliati nello spazio per decine di anni luce distruggendo tutto quello che incontrano. Un vero cataclisma in grado di distruggere ipotetici sistemi planetari alieni posti nelle vicinanze.

La classificazione delle supernove viene fatta sulla base delle caratteristiche della loro curva di luce e delle linee di assorbimento dei diversi elementi chimici che appaiono nei loro spettri. Una prima divisione viene effettuata sulla base della presenza o dell’assenza delle linee dell’idrogeno. Se lo spettro della supernova presenta tali linee, essa viene classificata come di Tipo II; altrimenti è di Tipo I. Ognuna di queste due classi è a sua volta suddivisa in base alla presenza di altri elementi chimici o alla forma della curva di luce.

Quando raggiungono il picco di luminosità, le Supernova Ia non solo sono estremamente brillanti e per questo visibili anche a miliardi di anni luce di distanza ma presentano anche una luminosità intrinseca costante. Questa proprietà le rende “candele standard“ di eccezionale utilità per la determinazione delle distanze intergalattiche. Saul PelmutterAdam Riess e  Brian Schimdt studiando la luminosità delle Supernova-Ia a grandi redshifts hanno scoperto l’espansione accelerata dell’Universo e hanno ricevuto il premio Nobel per la fisica nel 2012.

Considerata la distanza di questa galassia, 12 milioni di anni luce, il cataclisma deve essere avvenuto quando sulla Terra il genere umano non esisteva ed era ancora soltanto un’idea nei sistemi evolutivi del nostro pianeta. Dopo 12 milioni di anni la luce di questo potente cataclisma è arrivata ai nostri occhi, visibile grazie alle ottiche dei telescopi moderni.

L’esplosione di Supernova più luminosa mai registrata, almeno da quando ci sono tracce scritte di osservazioni celesti, è avvenuta nell’Anno Domini 1006 all’interno della nostra Galassia. Per molti giorni è stato l’astro più luminoso del cielo e visibile anche di giorno.

Ora la SN2014J è alla portata di tutti gli astrografi. È sufficiente un piccolo telescopio amatoriale. Le galassie M81 e M82 formano un doppietto piuttosto osservato, tipico del periodo invernale. Attualmente la supernova è ad una magnitudine di circa +11, ma non è detto che la sua luminosità aumenti tanto da poter essere vista non solo in fotografia ma anche nel visuale o addirittura con un buon binocolo. Il 25 gennaio 2014 da Passo Pertus – BG è stata possibile osservarla con un telescopio Celestron C8 a medio ingrandimento. Scattando una foto di M81 e M82 è possibile mettere in evidenza la supernova.

Autore: Massimiliano Zulian (Parco Astronomico la Torre Del Sole-Circolo Astrofili Bergamaschi) Dati tecnici:
Camera Canon 1100d modificata JTW Astronomy.
Telescopio Takahashi FS 78 ridotto a f/4,9
16 pose da 120s a 800 iso
8 pose da 120s a 1600 iso
Elaborazione: Dss, Nebulosity, Photoshop CS6

Purtroppo M81 e M82 fanno parte degli oggetti celesti del profondo cielo, quindi non osservabili ad occhio nudo. Per tentare di trovarle nel cielo dovete guardare verso Nord, in direzione del Grande Carro e puntando un telescopio non lontano dalla stella Dubhe è possibile scorgere lo sbuffo luminoso della galassia Sigaro con una stella brillante che è la supernova SN2014J.

Modulo cielo per attività Stellarium

Se non vi è possibile usare un telescopio, potete recarvi in un osservatorio astronomico oppure collegarvi ai tanti siti che danno immagini molto aggiornate, per esempio:

Ultime immagini della supernova

Astrobin – asrografi amatoriali

News dallo spazio

Clicca sull’immagine per vedere la sequenza di foto della galassia M82

M82SN_ArrowBlock

APOD 24 gennaio 2014
Image Credit & Copyright: Adam Block, Mt. Lemmon SkyCenter, U. Arizona

Ancora una volta il cielo ci regala preziose informazioni sulle dinamiche di un Universo in continua evoluzione. Dinamiche su scale di tempo assolutamente lontane dalla nostra quotidianità, all’interno delle quali è ancora molto difficile capire la nostra collocazione. Speriamo che questa sia l’occasione per aggiungere uno dei tanti tasselli mancanti alla nostra conoscenza dello spazio e delle energie che lo dominano.

TRANSITO DELLA TERRA DA GIOVE 5 gennaio 2014

4 gennaio 2014

Il 5 gennaio 2014 se noi ci trovassimo su Giove potremmo vedere il transito della Terra sul Sole. Un transito della Terra viene osservato da Giove ogni qualvolta la Terra si interpone fra il pianeta e il Sole, oscurandone una piccola parte del disco, proprio come i pianeti extrasolari che conosciamo in transito; durante un simile evento, un ipotetico osservatore su Giove potrebbe osservare la Terra come un disco nero che attraversa il disco solare. Osservando Giove da terra ed usandolo come uno specchio, saremo in grado di vedere il transito della Terra riflesso dalla luce di Giove. Questo potrebbe aiutare la ricerca a capire l’atmosfera dei pianeti extrasolari in transito davanti alle loro stelle. Quella notte quindi i grandi telescopi saranno puntati su Giove per cercare di vincere questa sfida ambiziosa, visto che i prossimi transiti saranno il 13 luglio 2020 e 13 gennaio 2026. I transiti della Terra da Giove si ripetono ogni 83 anni; i transiti di dicembre-gennaio, come quelli di giugno-luglio, ricorrono ordinatamente a distanza di 12, 12, 12 e 47 anni.

1545962_398247800307360_1218293806_n

prendete nota delle date dei prossimi transiti nel sistema solare, consigliabili sono quelli di Giove visto da Saturno e quello di Urano visto da Nettuno, saranno degli eventi astronomici irripetibili:

Da Marte:
Mercurio 04-06-2014
Venere 19-08-2030
Terra 10-11-2084

Da Giove:
Mercurio 12-01-2018
Venere 25-05-2024
Terra 10-01-2026
Marte 08-07-2040

Da Saturno:
Terra 20-07-2020
Marte 17-05-2024
Mercurio 19-10-2027
Venere 04-01-2028
Giove 18-03-7541

Da Urano:
Marte 13-12-2018
Mercurio 26-10-2020
Terra 17-11-2024
Venere 22-09-2028
Saturno 08-04-2669
Giove 24-10-2714

Da Nettuno:
Marte 05-05-2026
Mercurio 30-11-2037
Venere 27-10-2042
Saturno 29-05-2061
Terra 25-01-2082
Giove 08-08-2188
Urano 17-08-111551

L’OPPOSIZIONE DI GIOVE

3 gennaio 2014

Il 2014 inizia con le migliori condizioni di osservabilità del pianeta Giove; il più grande del sistema solare è sempre facilmente osservabile in queste notti d’inverno.  Nei primi giorni di gennaio Giove sorge a Est intorno alle 18; si potrà quindi vederlo nello stesso momento in cui Venere tramonta verso Ovest.

5 gennaio 17_20

Ad occhio nudo è facilmente visibile come una “stella” molto luminosa.

stelle

Il 5 gennaio sarà il momento migliore per osservarlo perchè si troverà in opposizione alla Terra. Questo significa che la Terra e Giove saranno allineati con il Sole, dallo stesso lato della loro orbita.

pianeti-esterni
L’opposizione, a causa dell’eccentricità delle orbite dei due pianeti, non coincide quasi mai con la minima distanza, che quest’anno verrà raggiunta il 4 gennaio quando i due pianeti si troveranno a 629,88 milioni di km l’uno dall’altro.
Per trovarlo bisogna guardare nella costellazione dei Gemelli, vicino alle stelle delle costellazioni di Orione, del Toro, del Cane maggiore, del Cane minore e dell’Auriga.

opposizione di giove 2211
La notte del 5 gennaio lo vedremo nel cielo con un diametro apparente di 47″ e una magnitudine di -2,7 che lo renderanno il luminoso principe del brillante cielo invernale, ma manterrà queste caratteristiche, praticamente invariate, per tutto il mese di gennaio.
Giove venne osservato per la prima volta con un cannocchiale il 7 gennaio del 1610 da Galileo e fu lui a scoprire i suoi quattro satelliti principali: Io, Europa, Ganimede e Callisto .

2_3_6_800
Anche con piccoli telescopi o semplici binocoli si possono vedere i quattro satelliti e, ripercorrendo l’esperienza di Galileo, è facile vederne lo spostamento di notte in notte o addirittura i transiti davanti al loro pianeta Giove. Grazie alle sonde moderne oggi sappiamo che Giove possiede in totale 67 satelliti, di cui tre scoperti molto recentemente.
Fondamentale per l’osservazione planetaria è la condizione del seeing, ossia lo stato della turbolenza dell’aria, che influisce sul potenziale dell’ottica che stiamo usando dandoci un immagine più o meno particolareggiata e definita.

Giove è un oggetto celeste molto dinamico, a causa della sua rotazione che avviene in sole 9 ore e 40 minuti circa, è possibile vedere dei cambiamenti da un ora con l’altra.

Una delle strutture più caratteristiche di Giove è la grande macchia rossa, un gigantesco uragano che è presente sul pianeta da almeno 400 anni; ha una dimensione pari a tre volte la Terra.

converted PNM file
Nel 1979 la sonda Voyager 1 scopre gli anelli di Giove, che però non sono osservabili da Terra.

jupiter-rings_galileo_1370_w_731959

Ecco quando ci saranno le prossime opposizioni di Giove fino al 2019:

Senza nome 1-pagine

Già con un binocolo è possibile osservare il pianeta Giove, un classico 10×50 ci mostrerà il disco del pianeta e i suoi quattro satelliti.

601376_10200444528581338_155937805_n

Il modo migliore è stare sdraiati o comodamente seduti.

Bino

Potreste divertirvi a disegnarlo come facevano i primi astronomi e col tempo notereste le sue modificazioni.

2009-07-29 Giove
Con un telescopio ed una telecamera e un po’ di pazienza si può ritrarre un’immagine più appagante e ricca di dettagli.

68867_668333723188664_1806278508_n

Giove sarà osservabile per tutto il periodo invernale e molte saranno le serate che dedicheremo alla sua osservazione con il telescopio principale del Parco Astronomico la Torre del Sole.

Potete consultare il programma completo delle osservazioni sul sito  www.latorredelsole.it

Speriamo in cieli sereni!

ATTIVITÀ ESTIVE PER RAGAZZI ALLA TORRE DEL SOLE (BG)

3 giugno 2013

Questa estate abbiamo pensato a qualcosa di speciale per i bimbi. Un modo simpatico per imparare divertendosi. Stando a contatto con esperti del mondo della scienza.
Attività estive per ragazzi da 6 a 13 anni:
– SCUOLA ESTIVA D’ASTRONOMIA
– SCUOLA ESTIVA DELLE SCIENZE DEL PIANETA TERRA
– SCUOLA ESTIVA DI MAGIC MATICA
Consulta il programma e chiedi informazioni chiamandoci allo 035 621515.

ATTIVITA ESTIVE 2013


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: