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C’è qualcuno lassù?

14 marzo 2017

La recente notizia della scoperta del sistema planetario TRAPPIST-1 ha riacceso l’attenzione dei media e del pubblico sulla ricerca di vita al di fuori del nostro pianeta.

Sette pianeti di massa paragonabile alla Terra orbitano attorno ad una stella nana rossa, con una massa di 1/12 rispetto al nostro Sole. Tre dei sette pianeti si troverebbero ad una distanza dalla stella centrale tale da ricadere nella cosiddetta “fascia di abitabilità”, quella zona cioè dove le temperature superficiali permetterebbero la presenza di acqua liquida.

Ma parlare di possibili pianeti abitabili è per ora assolutamente prematuro. Dovremo attendere la messa in campo di strumenti più potenti come il nuovo telescopio spaziale James Webb o il telescopio europeo E-ELT che consentiranno forse di rilevare ed analizzare le eventuali atmosfere di questi pianeti.

Per approfondire questi temi VENERDI’ 31 MARZO 2017 alle ore 21.00 

sarà nostro ospite:

AMEDEO BALBI
Astrofisico, ricercatore all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Si occupa da anni di divulgazione scientifica, scrivendo per diversi quotidiani e periodici. Cura anche una rubrica mensile sulla rivista Le Scienze. E’ membro del Comitato Scientifico di BergamoScienza.
Ha scritto diversi libri, ultimi dei quali “Cercatori di meraviglia” (Rizzoli 2014) e “Dove sono tutti quanti” (Rizzoli 2016).

che terrà la conferenza:

DOVE SONO TUTTI QUANTI?

Un viaggio tra stelle e pianeti alla ricerca della vita.
Da sempre l’uomo si interroga sul suo posto nell’universo e si chiede se il nostro pianeta sia l’unico a essere abitato. Negli ultimi anni abbiamo fatto enormi progressi nella direzione di una possibile risposta. Ormai conosciamo oltre 3.000 pianeti che orbitano intorno ad altre stelle e nei prossimi anni studieremo con sempre maggiore dettaglio le loro caratteristiche fisiche. Questo ci permetterà di individuare candidati che potrebbero avere le caratteristiche adatte a ospitare la vita. Allo stesso tempo, anche l’esplorazione del nostro sistema solare potrebbe aiutarci a comprendere meglio le condizioni che rendono un pianeta abitabile. Con un po’ di fortuna, la risposta alla domanda: “siamo soli nell’universo?” potrebbe non essere molto lontana.

Un evento realizzato in collaborazione con: IWBANK – Silvia Ghisleni, Private Banker – silvia.ghisleni@iwbank.it – tel.3427844877

Ingresso € 3,00
Per informazioni/prenotazioni: tel 035621515 – info@latorredelsole.it

 

IL TEMPO E LA MATERIA – Dal Big Bang all’Antropocene

13 ottobre 2016

L’Associazione IL GECO e LA TORRE DEL SOLE sono lieti di presentare un ciclo di conferenze che percorreranno l’evoluzione del rapporto tra tempo e materia. Dalla rapidissima evoluzione che ha fatto seguito al Big Bang, si passerà a trattare la lenta evoluzione della materia nel cosmo, dalla formazione delle stelle a quella dei pianeti. Successivamente si focalizzerà l’attenzione sul Pianeta Terra e la sua evoluzione geologica, che ha portato negli ultimi secoli a una salto concettuale ardito quanto la rivoluzione copernicana, laddove si è dovuta abbandonare una visione della storia del Pianeta imperniata sulla scala dei tempi umani. Si passerà poi a investigare il ruolo fondamentale del tempo nella nascita ed evoluzione della vita sulla Terra e si concluderà infine con una panoramica della storia geologica d’Italia che ne metterà in rilievo alcune peculiarità che la rendono quel Paese vario e affascinante che ci circonda.

Le conferenze si terranno presso LA TORRE DEL SOLE di Brembate di Sopra (BG) alle ore 21.00 con il seguente calendario:

19 ottobre 2016 IL TEMPO DELL’UNIVERSO – Prof. Andrea Grieco

2 novembre 2016 IL TEMPO DELLE STELLE E DEI PIANETI – Prof. Andrea Grieco

16 novembre 2016 IL TEMPO DELLA TERRA – Prof. Giovanni Grieco

30 novembre 2016 IL TEMPO DELLA VITA – Dott.ssa Silvia Morlotti

14 dicembre 2016 IL TEMPO DELL’ITALIA – Dott. Davide Chies

Costo di partecipazione all’intero ciclo di conferenze € 45 – per la singola conferenza € 10

Info e prenotazioni: 035 621515 – info@latorredelsole.it

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Temi trattati durante le conferenze:

IL TEMPO DELL’UNIVERSO All’inizio del XX secolo si crede che l’Universo sia eterno e infinito, uniformemente popolato di stelle. La pubblicazione della teoria della relatività generale, nel 1916, e la scoperta dell’espansione cosmologica delle galassie determina un cambiamento radicale di paradigma, paragonabile al passaggio dal modello geocentrico a quello eliocentrico. La materia e l’energia, lo spazio e il tempo hanno avuto un’origine in un evento di proporzioni inimmaginabili: il Big Bang. Nei primi istanti di “vita” dell’Universo le forze e le particelle fondamentali interagiscono in modo tale da produrre, dopo circa trecentomila anni, gli elementi fondamentali da cui si formeranno le prime stelle.

IL TEMPO DELLE STELLE E DEI PIANETI La nascita delle stelle è un passo fondamentale nell’evoluzione cosmologica. Dalle “ceneri” del Big Bang si accendono queste fornaci nucleari che portano alla sintesi degli elementi più pesanti dell’elio. Le attuali conoscenze teoriche e osservative consentono di tracciare un quadro sufficientemente dettagliato dell’evoluzione stellare. Una delle conseguenze della nucleosintesi di elementi pesanti è la formazione di sistemi planetari che ospitano pianeti rocciosi. Pianeti potenzialmente simili alla terra e che, negli ultimi anni, abbiamo scoperto sempre più numerosi in sistemi planetari di altre stelle. Un primo passo per la scoperta di altre Terre?

IL TEMPO DELLA TERRA Le scienze della Terra hanno sofferto nello sviluppo storico della scienza di un forte ritardo, legato, in buona misura, alla difficoltà di concepire II tempo geologico in termini di milioni e miliardi di anni. Il passaggio dal tempo ciclico, misurato fin dall’antichità tramite i moti celesti, al tempo lineare della storia geologica della Terra ha costituito un fondamentale progresso nella storia della civiltà. Nel contempo esso apre una nuova serie di problematiche: quanto è lungo questo tempo lineare? Come è possibile misurarlo? Con che grado di precisione? E come sono cambiati i processi e i fenomeni geologici che si sono succeduti sul nostro Pianeta?

IL TEMPO DELLA VITA Quali spunti di riflessione sul concetto di tempo e la sua misura possono darci le scienze biologiche? La temporalità entra a gamba tesa nella biologia a varie scale e in tanti modi. La biologia, come oggi la intendiamo, non può fare a meno della prospettiva storica. Dall’accettazione della teoria dell’evoluzione per selezione naturale di Darwin nella seconda metà del XIX secolo, tutto ciò che i biologi studiano e scoprono è assolutamente inscindibile dal contesto evolutivo, cioè da un contesto di trasformazione della materia e della sua organizzazione complessa, dove forma e funzione sono uniti dal concetto di processo. Frecce, cicli, scale, catene di eventi; le principali rappresentazioni umane del concetto di tempo riempiono articoli e libri riguardanti il mondo vivente e ogni volta la scelta non è priva di ragioni e conseguenze più o meno volute: prima o dopo? progresso o regressione? gradualità o discontinuità? Si tratta di domande chiave, se si vuoi cogliere il ritmo dell’evoluzione.

IL TEMPO DELL’ITALIA Breve viaggio nell’Italia geologica. Dal fascino delle Dolomiti alla massiccia mole dell’Etna, l’Italia si caratterizza per l’estrema diversità geologica, che ne ha fatto il campo di prova per scienziati di tutto il mondo. Il nostro Paese racchiude in poco spazio una varietà notevolissima di ambienti, testimoni della sua complessa storia geologica: un patrimonio assai prezioso, da rivalutare e conservare. In questo breve viaggio attraverso antichi vulcani, enormi oceani, catene montuose e grandi ghiacciai scopriremo come sia nata la bellezza naturale di ciò che vediamo oggi. Una storia turbolenta e più recente di quanto si possa credere, specialmente se paragonata a quella del Pianeta Terra.

Note biografiche

Andrea Grieco:
Laurea in Fisica con una tesi sulle stelle pulsanti, svolta presso l’Osservatorio Astronomico di Brera-Merate. Docente di matematica e fisica e vice-preside presso il Liceo scientifico e Linguistico “G. Bruno” di Melzo, dove è anche responsabile del laboratorio di fisica e delle attività di formazione. Ha collaborato con l’Università Statale di Milano in qualità di Tutor per i corsi SILSIS. Socio fondatore dell’Associazione Cernuschese Astrofili, di cui è stato Presidente, e dell’Osservatorio Astronomico “G. Barletta” a Cernusco sul Naviglio. Svolge da anni attività di divulgazione scientifica presso le scuole e la cittadinanza con conferenze, lezioni, mostre e eventi osservativi. Docente per l’Università del Sapere di Cassano d’Adda. Dal 1995 si occupa di consulenza per problematiche relative all’inquinamento elettromagnetico.

Giovanni Grieco:
Laurea e Dottorato di ricerca in Scienze Geologiche, è attualmente Professore Associato presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Milano, è titolare del corso di “Materie Prime e industria” per la laurea triennale in Scienze Geologiche, del corso di “Giacimenti Minerari” per la laurea magistrale in Scienze della Terra e “Georisorse e ambiente” per la laurea triennale in Scienze Naturali. Ha pubblicato decine di articoli scientifici su riviste internazionali. Si occupa inoltre di formazione degli insegnanti ed è un attivo divulgatore. E’ impegnato inoltre con l’associazione Il Geco in progetti educativi nell’ambito delle azioni Europee Erasmus+. E’ anche autore di un romanzo a sfondo geologico e di un testo scolastico per i licei scientifici.

Silvia Morlotti:
Laureata in Scienze Naturali all’Università degli studi di Milano si è specializzata nell’ambito della storia del pensiero evolutivo, dei suoi legami con le scienze geologiche e la climatologia. I suoi interessi di ricerca riguardano il contesto pre-darwinista italiano, e i legami tra la scienza biologica e lo sviluppo dell’identità culturale italiana del secondo Ottocento. Ha lavorato in ambito divulgativo al Museo di Storia Naturale di Milano, ha avuto nell’ultimo anno le prime esperienze di insegnamento e collabora con l’Associazione Il Geco.

Davide Chies:
Laureato con il massimo dei voti in Scienze della Terra presso l’Università degli Studi di Milano. Ha svolto attività di tesi magistrale sulle cromiti della Grecia settentrionale e ha partecipato al progetto geoturistico Erasmus+ Sole per l’Associazione Il Geco. Attivo camminatore delle Alpi, giocatore di pallacanestro e amante della scienza.

Associazione ILGECO Strada Provinciale 139 Km1 20083 Gaggiano (Mi) tel. 3487237630 ilgeco@ilgeco.eu http://www.ilgeco.eu
La Torre del Sole Via Caduti sul Lavoro 2 – 24030 Brembate di Sopra (Bg) tel. 035 621515 info@latorredelsole.it http://www.latorredelsole.it

TRA CIELO E TERRA – CAMPUS 2016 ragazzi 7 – 11 anni

24 maggio 2016
loc campus 2016 BIS

Campus dedicato al mondo dell’astronomia, delle scienze geologiche e naturalistiche.

Informazioni teoriche, giochi e laboratori ludico pratici per imparare la scienza nel modo più divertente. Osservazioni del sole al telescopio, viaggi virtuali alla scoperta delle stelle con il planetario; fossili, minerali, vulcani per parlare della lunga storia del nostro mondo. Le segrete proprietà dell’acqua, animali e piante del pianeta più affascinati.

PERIODO ATTIVITÀ’

Dal 11 al 15 luglio – DA 7 A 11 ANNI ore 9 – 12,30 scienze naturalistiche (visita alle Cornelle sabato 16 luglio). Ore 14,30 – 18 scienze astronomiche (serata finale venerdì 15 luglio )

Dal 18 al 22 luglio – DA 7 A 11 ANNI ore 9 – 12,30 scienze astronomiche (serata finale venerdì 22 luglio). Ore 14,30 – 18 scienze del pianeta Terra.

Dal 25 al 29 luglio – DA 7 A 13 ANNI ora 9 – 12,30 scienze del pianeta Terra – DA 7 A 11 ANNI Ore 14,30 – 18 scienze astronomiche (serata finale venerdì 29 luglio) – DA 7 A 13 ANNI.

Dal 1 al 5 agosto – DA 7 A 11 ANNI ore 9 – 12,30 scienze naturalistiche (visita alle Cornelle sabato 6 agosto). Ore 14,30 – 18 scienze astronomiche (serata finale venerdì 5 agosto).

COSTI: – FULL TIME (9,00-18,00) € 150,00 – PART TIME CON PRANZO (9,00-14,15) € 90,00 – PART TIME (9,00-12,30) O (14.30-18,00) € 65,00 Per informazioni: contattare la segreteria a info@latorredelsole.it o al numero 035/621515

Scarica la brochure dettagliata QUI

campus 2016 brochure pag 1

campus 2016 brochure pag 2

RADIOASTRONOMIA

19 gennaio 2016

La radioastronomia è lo studio dei fenomeni celesti attraverso la misura delle onde radio emesse da processi fisici che avvengono nello spazio. Le onde radio sono onde elettromagnetiche di lunghezza d’onda molto maggiore rispetto alla luce visibile. Data la debolezza dei segnali astronomici la radioastronomia è effettuata utilizzando grandi antenne radio denominate radiotelescopi, che sono utilizzati singolarmente o combinando i segnali raccolti da più antenne collegate tra di loro, attraverso le tecniche di interferometria radio e la sintesi di apertura.

La radioastronomia è un campo relativamente nuovo della ricerca astronomica, e il suo utilizzoha portato ad alcune delle più importanti scoperte.

La scoperta della radiazione cosmica di fondo, considerata una delle conferme fondamentali della teoria del Big Bang, è stata fatta attraverso la radioastronomia.

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Radiotelescopio di Arecibo (Porto Rico)

Onde radio  

In fisica le onde radio o radioonde sono onde elettromagnetiche, appartenenti allo spettro elettromagnetico, nella banda di frequenza compresa tra 0 e 300 GHz ovvero con lunghezza d’onda da 1 mm all’infinito.

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Spettro elettromagnetico

Storia

La storia della radioastronomia sperimentale comincia negli anni trenta.  Agli inizi del secolo  le comunicazioni radiofoniche avevano mosso i primi passi e subito si era capito che esse avrebbero rivoluzionato il modo di vivere degli uomini.
A quel tempo fra l’altro, si cercava di comprendere la natura di alcuni tipi di interferenze che disturbavano le comunicazioni transoceaniche.

Presso i “Bell Laboratories”, a Holmdel nel New Jersey,  un giovane ingegnere di nome Karl Jansky  venne incaricato di investigare  sulla  natura  dei  disturbi  nelle comunicazioni  telefoniche. Jansky  realizzò  un rudimentale radiotelescopio, dotato di un’antenna orientabile, sulla  frequenza di 20,5 MHz con l’obiettivo di individuare la natura di quelle interferenze. Operando con questo strumento, Jansky ben presto si accorse che dall’altoparlante del ricevitore, collegato all’antenna, usciva un debole segnale, una sorta di fischio. Sul momento  lo attribuì ad interferenze provenienti dal Sole, ma misure più accurate, effettuate in seguito, mostrarono in modo inequivocabile una periodicità  del  radio segnale  di 23 ore e 56 minuti con un ritardo di 4 minuti rispetto alle canoniche 24 ore giornaliere e ciò escludeva la natura solare del disturbo. Dopo diversi mesi, Jansky intuì che la sorgente responsabile del fischio era al di fuori del Sistema Solare, in direzione della costellazione del Sagittario, in pratica della regione centrale della nostra Galassia. Tuttavia, questa scoperta, pur così importante, passò quasi inosservata salvo il fatto che venne pubblicata sul “New York Times” nel maggio del ’33. In seguito, il nome di Karl Jansky venne associato all’unità di misura del flusso radio, il jansky (Jy), corrispondente a 10-26 W m-2 Hz-1.

Queste prime scoperte furono confermate da Grote Reber nel 1938. Dopo la Seconda guerra mondiale furono fatti sostanziali miglioramenti nella tecnologia radioastronomica da astronomi europei ed americani. Il campo della radioastronomia cominciò a fiorire.

La scoperta delle pulsar o stelle a neutroni

Nella seconda metà degli anni 60, un gruppo di radioastronomi dell’Università di Cambridge si occupò dello studio matematico nello scintillio delle radiosorgenti nello spazio interplanetario. In particolare uno di loro, Jocelyn Bell, dimostrò che nei suoi grafici apparivano dei deboli segnali separati da intervalli di tempo di 1,3 secondi, che riconobbe non dovuti ad interferenze o ad instabilità dei recettori utilizzati. Durante l’installazione di un’antenna aveva, infatti, scorso una piccola traccia sulla registrazione stampata e, grazie a successive osservazioni, riuscì a misurare un segnale straordinariamente periodico, che proveniva sempre dalla stessa regione del cielo. Ripetute più volte quelle osservazioni, il gruppo dei radioastronomi stabilì che quelle emissioni pervenivano da un oggetto astronomico di natura fino allora sconosciuto. Dopo averne scoperto altri, furono denominati PULSAR (dall’inglese pulsating radio source) .

Non fu facile spiegare la natura delle pulsar. La caratteristica osservata di quest’oggetto era l’emissione d’impulsi di periodo brevissimo che imponeva che si trattasse di un oggetto di piccolo volume e di grande massa e regolarità sorprendente, e proprio quest’ultima caratteristica favoriva i modelli basati sulla rotazione dell’oggetto emettitore.

Da quando la prima pulsar è stata scoperta nel 1967 da Bell e Anthony Hewish nell’osservatorio radio astronomico di Cambridge, gli astrofisici hanno ottenuto molte più informazioni su questi oggetti inusuali. Numerose radio pulsar sono state scoperte attraverso telescopi ottici, a raggi X e raggi gamma.

Pulsar

Pulsar

Oggi sappiamo che le pulsar sono ciò che resta di grandi e vecchie stelle, le supergiganti rosse, che giunte alla fine della loro vita sono esplose violentemente lasciando un resto superdenso chiamato “stella di neutroni”.

Ma questa è solo una delle tante storie rivelate dalla radioastronomia.

Giorgia Rota e Elena Chioda,
studentesse del liceo scientifico Lorenzo Mascheroni (Bergamo),
in alternanza scuola-lavoro presso il Parco Astronomico “La Torre del Sole”

 

Vi invitiamo ad approfondire questo tema partecipando alla conferenza di giovedì 28 gennaio ore 21.00 presso la Sala Conferenze della Torre del Sole:

“VISIONI E SUONI DELLA RADIOASTRONOMIA”

Relatore: Andrea Possenti – Astrofisico

INAF – Osservatorio Astronomico di Cagliari

Ingresso: €3,00locandina Possenti_718_1014_1_90_708_1000_0_0

 

 

CAMPUS ESTATE 2015: Astronomia, scienze della Terra e scienze Naturalistiche

30 maggio 2015

Anche per quest’anno organizziamo i nostri tradizionali Campus per ragazzi dai 7 ai 13 anni.

Per iscrizioni o informazioni:

035 621515 – info@latorredelsole.it

Per il programma dettagliato clicca QUI

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La settimana 4 prevede un programma specifico per i ragazzi delle medie.

Tutti i dettagli su http://www.latorredelsole.it

ANTARTIDE: IL SESTO CONTINENTE

17 marzo 2015

L’Antartide per le civiltà antiche rappresentava una terra mitica e misteriosa, ma negli ultimi due secoli è stata raggiunta da innumerevoli spedizioni fino a diventare quello che oggi è il più grande laboratorio scientifico del mondo.

Il continente antartico si racconta soprattutto attraverso le sue condizioni estreme: il freddo e le temperature che si aggirano attorno ai -70°, le tormente e i venti che soffiano a 330 km/h, i lunghi inverni senza sole,  l’altitudine, l’aridità, il rivestimento da parte di spesse calotte di ghiaccio e i panorami sterminati che ne conseguono e che si distendono per migliaia e milioni di km. L’ambiente estremo dell’Antartide è stato teatro di tragedie avvenute nella corsa al Polo Sud, quando, dopo numerosi tentativi da parte di diversi esploratori, il norvegese Amundsen conquistò il polo il 14 dicembre dell’anno 1911, e l’inglese Scott e i suoi compagni di spedizione (giunti al Polo il 17 gennaio del 1912) scoprendo di avere fallito si lasciarono pervadere dalla tristezza e non fecero più ritorno.

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Ma l’Antartide è anche estremamente affascinante per i suoi ecosistemi e le forme di vita, le manifestazioni elettromagnetiche dell’alta atmosfera, la geologia sepolta dalle calotte glaciali (nell’immagine sottostante è riportata la ricostruzione topografica del continente sepolto, ottenuta tramite rilievi radar), senza dimenticare l’importanza che riveste nella ricerca scientifica in diversi settori. Tra i progetti  e gli ambiti di ricerca : lo studio dei cambiamenti climatici globali, dei processi climatici, del paleoclima , della tettonica globale, ma anche ricerche astronomiche e cosmologiche, sulla biodiversità e la sperimentazione di nuove tecnologie, l’addestramento e la simulazione per l’esplorazione spaziale, la ricerca geofisica e sismologica, lo studio della magnetosfera, dei laghi sepolti e degli organismi estremofili.

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Il continente ghiacciato non è abitato, ma è sede di oltre 80 basi scientifiche appartenenti a 46 paesi diversi. Tra le stagioni invernali ed estive si conta la presenza tra le 1000 e le 5000 persone l’anno.

Dal punto di vista della ricerca scientifica, spicca in modo rilevante lo studio del clima e dei cambiamenti climatici globali. La ricerca avviene soprattutto prelevando campioni di ghiaccio a profondità fino a 3000 metri, in cui vengono analizzati  i valori di diversi isotopi di ossigeno e i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera.

Interessanti sono i laghi sepolti dell’Antartide, detti laghi subglaciali. La loro esistenza è stata scoperta da indagini geofisiche condotte a partire dagli anni ’60. Famoso è il lago di Vostok (localizzato sotto l’omonima stazione russa) che si trova a 3700 m di profondità, con dimensioni  di 250 km di lunghezza, 50 km di massima larghezza e 12.000 km2 di estensione. Ma la vera scoperta è stata quella di forme di vita estremofile che abitano tali laghi e che quindi sopravvivono in un ambiente estremo, immerso nell’oscurità, a condizioni di pressione molto elevate. Le immagini di seguito mostrano la posizione in Antartide del lago Vostok, la calotta glaciale carotata per raggiungere il lago e alcuni batteri estratti dal ghiaccio visti con il microscopio ottico e con il microscopio elettronico a scansione.

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È stato possibile raggiungere alcuni laghi tramite “scavi” nel ghiaccio ottenuti  iniettando acqua calda filtrata e purificata da fasci di raggi UV (per non contaminarne le acque e l’ecosistema). Lo studio di tali organismi riveste importanti ruoli, come ad esempio lo sviluppo di medicinali basati sullo studio delle loro capacità di vita in condizioni estreme, oppure per comprendere l’eventuale sopravvivenza di simili batteri estremofili su altri pianeti (come potrebbe essere nelle calotte polari di Marte, oppure al di sotto della crosta ghiacciata di Europa, satellite di Giove). Nell’immagine di seguito: la struttura interna di Europa, la crosta ghiacciata e l’oceano di acqua liquida di cui gli scienziati sono abbastanza certi dell’esistenza.

 

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Vi invitiamo ad approfondire il tema dell’Antartide durante la conferenza di Giovedi 26 marzo 2015 ore 21 :

“ANTARTIDE IL SESTO CONTINENTE”
Un continente gelido, remoto, inospitale, ma un immenso laboratorio per lo studio dei cambiamenti climatici globali e per la esplorazione di ecosistemi estremi come i laghi subglaciali.

Relatore: Prof. Ignazio Tabacco (il primo seduto da destra nell’immagine sottostante,  scattata durante una spedizione antartica, e nelle immagini successive), partecipante a numerose spedizioni in Antartide in veste di ricercatore geofisico dell’Università di Milano.

Ingresso: €3

 

tabacco antartide

 

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SERATA G’ASTRONOMICA – venerdì 6 marzo 2015 ore 20,30

26 febbraio 2015

Il Parco Astronomico La Torre del Sole in collaborazione con L’Agriturismo Cascina Ombria di Caprino Bergamasco, vi invita all’osservazione di Luna e Giove con gustosa cena.

Info e prenotazioni:

Cascina Ombria : 035 781668

La Torre del Sole: 035 621515 – info@latorredelsole.it

http://www.cascinaombria.it  –  www.latorredelsole.it

Vi aspettiamo numerosi per passare una piacevole serata in compagnia delle stelle!

EVENTO G'ASTRONOMICO (2)


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