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I BUCHI NERI

17 giugno 2016

EINSTEIN E LA RELATIVITÀ

Agli inizi del secolo scorso, Albert Einstein formula la teoria della Relatività, che va ad affiancare la teoria di gravitazione  di Isaac Newton. Per Newton la gravità crea un campo simile a quello prodotto da un magnete:  questo campo fa sì che la Terra eserciti su una mela o sulla Luna una “forza” che le attira. È un fatto normale: tutti i corpi che possiedono una massa esercitano tale forza. Einstein, invece, formula un’altra ipotesi : tutti i corpi dotati di massa, dal Sole fino a una biglia, curvano lo spazio attorno a se stessi. Per avere un’idea di ciò che significa basta pensare a una palla appoggiata su un materasso: deforma la superficie su cui poggia e scorre. Questo esempio riguarda uno spazio a due dimensioni, mentre Einstein pensava ad uno spazio a tre dimensioni:un po’ più difficile da immaginare. La Relatività generale ipotizza anche che un oggetto con densità molto elevata e con una grande massa può collassare su se stesso fino a concentrarsi in un punto a densità infinita. Quel punto è chiamato singolarità. La singolarità deforma così pesantemente lo spazio attorno a sé che neppure la luce, se vi passa sufficientemente vicino, può uscirne. Siamo così arrivati a immaginare un buco nero.

Deformazione Spazio-Tempo da parte della Terra

BUCHI NERI

La stella (ormai supernova, ovvero già esplosa) deve avere una massa davvero elevata per poi collassare su se stessa e formare così una regione di spazio che attira tutto ciò che vi si avvicina. La forza di attrazione gravitazionale di esso è immensa: qualunque cosa che gli passi troppo vicino viene catturata e vi cade dentro, senza poterne più uscire. Nemmeno un raggio di luce, che è la cosa più veloce che esista in natura, può sfuggire a questo mostro: non potendo emettere radiazioni, esso è completamente oscuro e non può essere “visto”. Da ciò deriva l’aggettivo “nero” che gli viene attribuito. Cosa succede però quando due buchi neri sono vicini? Dato che attraggono a sé tutto ciò che li circonda cominceranno ad avvicinarsi sempre più fino a fondersi l’uno con l’altro. Questa “unione” da origine a due “eventi” importanti: la creazione di un buco nero ancora più massiccio e la creazione di onde gravitazionali.

Buco Nero che risucchia una stella.

ONDE GRAVITAZIONALI

Quando due buchi neri si fondono, le loro masse si uniscono ma non sarà mai una somma perfetta, la parte “mancante” verrà trasformate in una energia diversa, quella delle onde gravitazionali che inizieranno ad espandersi verso tutto l’universo.Questo fenomeno è un’ulteriore conferma alla teoria della relatività di Einstein secondo cui la massa può trasformarsi in energia ( E=mc² ).

Buchi Neri in relazione tra loro creando onde gravitazionali

TEORIA DEI “WORMHOLE”

Un Wormhole, anche detto ponte di Einstein-Rosen o  tunnel spazio-temporale, è un passaggio nello spazio-tempo che permetterebbe di percorrere istantaneamente enormi distanze intergalattiche. Questa teoria prevede che due buchi neri riescano a deformare lo spazio-tempo a sufficienza da incontrarsi in un punto, formando cosi una specie di “ponte” di collegamento istantaneo a prescindere dalla distanza effettiva.

Due buchi neri connessi tra loro

 

 

Per approfondire cliccate sui seguenti link:

http://www.lescienze.it/argomento/buchi%20neri

http://www.treccani.it/enciclopedia/buchi-neri_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/

http://www.nasa.gov/audience/forstudents/k-4/stories/nasa-knows/what-is-a-black-hole-k4.html

 

                                                                                         Sara Fusco

Flavio Orlando

Tirocinanti presso “La Torre del Sole”

Giugno 2016

 

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LA RELATIVITA’ GENERALE: UNA STRAORDINARIA IMPRESA SCIENTIFICA E UMANA

19 giugno 2013

Albert Einstein in His Study

Per il ciclo di incontri “Appuntamento con la scienza”, una serata dedicata alla celebre teoria della relatività di Einstein che ha dischiuso all’umanità una nuova, straordinaria visione dell’Universo.

Relatore: Andrea Castelli (Università di Bologna).

Giovedì 27 giugno 2013 ore 21.00 presso la Sala Conferenze della Torre del Sole – Brembate di Sopra.

Ingresso: € 3 – serata di approfondimento adatta a tutti.

Per informazioni/prenotazioni:  tel. o35621515 – mail info@latorredelsole.it

DALL’ATOMO ALL’ATOMICA

19 aprile 2012

Storie, idee, drammi personali dei protagonisti della fisica del 900″ – I misteri dell’atomo e le basi della moderna fisica quantistica.  

Giovedì 26 Aprile 2012 ore 21.00 al Parco Astronomico La Torre del Sole di Brembate di Sopra, BG torna Appuntamento con la scienza,  con la consueta conferenza mensile.

Relatore: Vittorio Erbetta – Museo Scientifico EXPLORAZIONE, tocca, gioca, impara – Treviglio, BG.

Ingresso 3 € – serata di approfondimento scientifico adatta a tutti.

Prenotazioni e informazioni allo 035 621515 – info@latorredelsole.it

Il 6 agosto del 1945 alle ore 8:15 il bombardiere B29 “Enola Gay” sganciò “Little Boy” sulla città di Hiroschima. Con questo tragico evento si concluse il lungo cammino che, partendo dagli inizi del ‘900, condusse alla costruzione della bomba atomica.

   I primi trent’anni del ‘900 rappresentarono uno dei periodi più felici e ricchi di risultati nella storia della fisica. Ciò si dovette essenzialmente all’opera appassionata di tanti fisici, alcuni dei quali giovani o giovanissimi. A chi gli chiedeva di rievocare quegli anni il grande fisico tedesco Max Born diceva: “E’ stato un tempo molto bello”. Parole analoghe venivano espresse da tutti i grandi maestri della fisica atomica: “un’avventura meravigliosa”, “un tempo di rapidi progressi”, “un’epoca veramente buona”… espressioni che appaiono in stridente contrasto con le condizioni dell’Europa di quel tempo.

L’interesse per i misteri dell’atomo e per le promesse della nuova fisica determinò nei giovani studiosi di tutto il mondo, un desiderio di conoscersi, di lavorare insieme, un’ansia di scambiarsi risultati ed esperienze, di cercare negli altri la riprova o la smentita alle proprie intuizioni.

“Le barriere nazionali non hanno senso per gli scienziati”: questa lezione ripetuta dai maestri della fisica, diventerà l’unico assioma indiscutibile per i giovani allievi. In poche epoche della storia umana vi è stato un così spontaneo bisogno di collaborazione internazionale.

La fisica atomica e la pace si trovano costantemente unite nell’insegnamento dei grandi maestri: Born, Bohr, Rutherford, Einstein.

Yang Chen Ning

Ecco come Chen Ning Yang, premio Nobel per la fisica nel 1957, parla della formulazione della meccanica quantistica, ottenuta in quel periodo eroico:

“Per quelli come noi che studiarono l’argomento dopo che era stata ottenuta la formulazione definitiva della meccanica quantistica, l’atmosfera avventurosa che precedette l’avvento di tale meccanica, colma al tempo stesso di appassionate ricerche di promesse e delusioni, sembra possedere un che di fatale. Non possiamo fare a meno di stupirci della situazione esistente a quel tempo, in cui l’arte della professione consisteva nel raggiungere risultati corretti per mezzo di argomentazioni palesemente inconsistenti.”

Ecco la descrizione di quel periodo data da J. R. Oppenheimer:

Einstein e Oppenheimer

“Fu un’epoca eroica. Non fu un’impresa individuale; ma richiese la collaborazione di decine di scienziati di diverse nazioni anche se, dal principio alla fine, fu guidata, orientata, approfondita e infine trasformata dallo spirito profondamente critico di Niels Bohr. Fu un periodo di lavoro paziente in laboratorio, di esperimenti decisivi e di tentativi temerari, di molte false partenze e di molte ipotesi insostenibili. Fu un’epoca di intenso scambio di idee e di frequenti riunioni, di controversie, di critiche, di brillanti improvvisazioni matematiche.”

Non passeranno molti anni e il tempio della scienza pura e della fiduciosa collaborazione sarà profanato. In Europa è già cominciato il tempo della paura e dei roghi. Presto la guerra distruggerà la famiglia dei fisici spezzando lunghe amicizie e collaborazioni, determinando casi di coscienza e drammi personali.

L’avventurosa storia di una fiorente epoca scientifica!

Conferenza del ciclo APPUNTAMENTO CON LA SCIENZA di Dicembre 2011

9 dicembre 2011

“Oltre Einstein: l’esperimento Opera e i neutrini superluminali” 

RelatoreGiovanni Salesi – Facoltà di Ingegneria – Università di Bergamo & Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – Sezione di Milano.

Presso il Parco Astronomico la Torre del Sole, giovedì 15 Dicembre ore 21.00

Ingresso € 3 

Tel. 035 621515 –  info@latorredelsole.it

Verranno presentate, in modo semplice e divulgativo, le linee-guida del noto esperimento all’interno del progetto di ricerche OPERA (nato dalla collaborazione tra il CERN di Ginevra e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN) che ha recentemente investigato la velocità di volo dei neutrini liberi. Verranno discussi i risultati ottenuti ponendo particolare attenzione alle implicazioni epistemologiche che il superamento della velocità della luce nel vuoto, se provato, comporterebbe nell’ambito teorico della fisica contemporanea. Si accennerà alla teoria dei tachioni e ad altri fenomeni superluminali già osservati. Saranno brevemente discusse anche alcune delle ipotesi teoriche più plausibili —quali la struttura granulare discontinua o le dimensioni extra dello spaziotempo— che, in caso di conferma dei risultati, possono essere avanzate a sostegno non già del “superamento” della Relatività di Einstein bensì della sua “estensione-generalizzazione” in una teoria più grande che preveda fenomeni inediti e sorprendenti per talune particelle (come ad es. i neutrini) o per energie altissime come quelle che caratterizzavano il nostro universo subito dopo il Big Bang.


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