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SERATA G’ASTRONOMICA – venerdì 6 marzo 2015 ore 20,30

26 febbraio 2015

Il Parco Astronomico La Torre del Sole in collaborazione con L’Agriturismo Cascina Ombria di Caprino Bergamasco, vi invita all’osservazione di Luna e Giove con gustosa cena.

Info e prenotazioni:

Cascina Ombria : 035 781668

La Torre del Sole: 035 621515 – info@latorredelsole.it

http://www.cascinaombria.it  –  www.latorredelsole.it

Vi aspettiamo numerosi per passare una piacevole serata in compagnia delle stelle!

EVENTO G'ASTRONOMICO (2)

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CHARIKLO: L’IMMENSITA’ DELLA NATURA IN UN “SASSOLINO”

16 giugno 2014
Chariklo con i suoi anelli

Riproduzione artistica dell’asteroide Chariklo con i suoi anelli (immagine: ESO/L. Calçada/M. Kornmesser/Nick Risinger)

Pur non essendo spettacolari come quelli di Saturno, i due anelli densi e sottili che circondano Chariklo, un piccolo corpo planetario identificato nel 1997, rappresentano un’assoluta novità: non era mai stato notato nessun sistema di anelli attorno ad alcun corpo di così piccole dimensioni.

Chariklo è infatti un asteroide di 275 km di diametro appartenente ad una classe di planetoidi ghiacciati, le cui orbite ellittiche sono situate nella regione dei pianeti giganti (ovvero nella fascia compresa tra Giove e Nettuno), e che prende il nome di Centauri. Nome curioso ed interessante questo, perché, proprio come le mitologiche figure che possedevano un corpo metà umano e metà equino,  essi sono una via di mezzo tra asteroidi e comete. L’asteroide ha un’orbita caratterizzata da un’eccentricità del 18% ed un’inclinazione rispetto al piano dell’ellittica di circa 23°.

Pur essendo un corpo noto già da tempo, i suoi anelli sono invece stati scoperti molto recentemente, nel corso di un’occultazione stellare avvenuta il 3 giugno 2013 da parte proprio di questo Centauro. Per quanto questo avvenimento fosse già stato annunciato (allertando tutti gli osservatori sudamericani perché potessero osservarlo), i risultati attesi sono stati superati da un “imprevisto”: l’occultazione principale della stella UCAC4 248-108672 è stata infatti preceduta e seguita da alcuni cali di luminosità della luce da essa proveniente, segno evidente del passaggio di qualcosa di non ben identificato che si è frapposto tra la stella e i telescopi. Una successiva analisi delle immagini da vari punti della Terra ha poi permesso di rilevare e confermare la presenza degli anelli e, di conseguenza, di misurarne i parametri fisici.

I due anelli sono composti da particelle di acqua ghiacciata, hanno uno spessore l’uno di 3 km, l’altro di 7 km e sono separati tra loro da una fascia di circa 9 km. Si è ipotizzato che essi si siano formati in seguito alla collisione di un altro corpo cosmico  con Chariklo.

La scoperta degli anelli ha permesso di comprendere un altro fenomeno legato alle osservazioni di questo asteroide, ovvero la costante decrescita della sua luminosità, che è diminuita fino al 40% rispetto ai valori iniziali, per poi lentamente tornare ad aumentare dai primi mesi del 2008.

Ciò è spiegato, infatti, tenendo conto dello spostamento di Chariklo lungo la sua traiettoria e quindi del diverso orientamento degli anelli, la cui superficie è stata stimata a circa il 15% di quella totale e la cui riflettività è stata calcolata di tre volte superiore a quella dell’asteroide stesso, rispetto alla posizione della Terra, arrivando a mostrare, nel 2008, solo il proprio bordo. In seguito gli anelli sono tornati a mostrare la propria faccia, aumentando quindi la quantità di raggi solari riflessi e di conseguenza la luminosità.

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La curva di luce dell’occultazione sui dati del telescopio Danish all’osservatorio La Silla (Cile). La valle al centro del grafico corrisponde all’oscuramento da parte dell’asteroide, mentre le valli più piccole ai lati, etichettate 2013C1R e 2013C2R, corrispondono a quello dei suoi due anelli (immagine: Braga-Ribas et al., Nature, 2014)

Al di là della mera scoperta che potrebbe ridursi ad una semplice informazione fine a se stessa, ciò che è interessante notare è che ancora sappiamo ben poco di ciò che ci circonda, tanto che addirittura un semplice “sassolino dell’Universo” come Chariklo svela quanto la natura sia immensamente più grande della nostra immaginazione.

De Filippis Matteo e Parabicoli Sara, studenti del Liceo Scientifico “La Traccia” (Calcinate), in alternanza scuola-lavoro presso il Parco Astronomico “La Torre del Sole”.

TRANSITO DELLA TERRA DA GIOVE 5 gennaio 2014

4 gennaio 2014

Il 5 gennaio 2014 se noi ci trovassimo su Giove potremmo vedere il transito della Terra sul Sole. Un transito della Terra viene osservato da Giove ogni qualvolta la Terra si interpone fra il pianeta e il Sole, oscurandone una piccola parte del disco, proprio come i pianeti extrasolari che conosciamo in transito; durante un simile evento, un ipotetico osservatore su Giove potrebbe osservare la Terra come un disco nero che attraversa il disco solare. Osservando Giove da terra ed usandolo come uno specchio, saremo in grado di vedere il transito della Terra riflesso dalla luce di Giove. Questo potrebbe aiutare la ricerca a capire l’atmosfera dei pianeti extrasolari in transito davanti alle loro stelle. Quella notte quindi i grandi telescopi saranno puntati su Giove per cercare di vincere questa sfida ambiziosa, visto che i prossimi transiti saranno il 13 luglio 2020 e 13 gennaio 2026. I transiti della Terra da Giove si ripetono ogni 83 anni; i transiti di dicembre-gennaio, come quelli di giugno-luglio, ricorrono ordinatamente a distanza di 12, 12, 12 e 47 anni.

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prendete nota delle date dei prossimi transiti nel sistema solare, consigliabili sono quelli di Giove visto da Saturno e quello di Urano visto da Nettuno, saranno degli eventi astronomici irripetibili:

Da Marte:
Mercurio 04-06-2014
Venere 19-08-2030
Terra 10-11-2084

Da Giove:
Mercurio 12-01-2018
Venere 25-05-2024
Terra 10-01-2026
Marte 08-07-2040

Da Saturno:
Terra 20-07-2020
Marte 17-05-2024
Mercurio 19-10-2027
Venere 04-01-2028
Giove 18-03-7541

Da Urano:
Marte 13-12-2018
Mercurio 26-10-2020
Terra 17-11-2024
Venere 22-09-2028
Saturno 08-04-2669
Giove 24-10-2714

Da Nettuno:
Marte 05-05-2026
Mercurio 30-11-2037
Venere 27-10-2042
Saturno 29-05-2061
Terra 25-01-2082
Giove 08-08-2188
Urano 17-08-111551

L’OPPOSIZIONE DI GIOVE

3 gennaio 2014

Il 2014 inizia con le migliori condizioni di osservabilità del pianeta Giove; il più grande del sistema solare è sempre facilmente osservabile in queste notti d’inverno.  Nei primi giorni di gennaio Giove sorge a Est intorno alle 18; si potrà quindi vederlo nello stesso momento in cui Venere tramonta verso Ovest.

5 gennaio 17_20

Ad occhio nudo è facilmente visibile come una “stella” molto luminosa.

stelle

Il 5 gennaio sarà il momento migliore per osservarlo perchè si troverà in opposizione alla Terra. Questo significa che la Terra e Giove saranno allineati con il Sole, dallo stesso lato della loro orbita.

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L’opposizione, a causa dell’eccentricità delle orbite dei due pianeti, non coincide quasi mai con la minima distanza, che quest’anno verrà raggiunta il 4 gennaio quando i due pianeti si troveranno a 629,88 milioni di km l’uno dall’altro.
Per trovarlo bisogna guardare nella costellazione dei Gemelli, vicino alle stelle delle costellazioni di Orione, del Toro, del Cane maggiore, del Cane minore e dell’Auriga.

opposizione di giove 2211
La notte del 5 gennaio lo vedremo nel cielo con un diametro apparente di 47″ e una magnitudine di -2,7 che lo renderanno il luminoso principe del brillante cielo invernale, ma manterrà queste caratteristiche, praticamente invariate, per tutto il mese di gennaio.
Giove venne osservato per la prima volta con un cannocchiale il 7 gennaio del 1610 da Galileo e fu lui a scoprire i suoi quattro satelliti principali: Io, Europa, Ganimede e Callisto .

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Anche con piccoli telescopi o semplici binocoli si possono vedere i quattro satelliti e, ripercorrendo l’esperienza di Galileo, è facile vederne lo spostamento di notte in notte o addirittura i transiti davanti al loro pianeta Giove. Grazie alle sonde moderne oggi sappiamo che Giove possiede in totale 67 satelliti, di cui tre scoperti molto recentemente.
Fondamentale per l’osservazione planetaria è la condizione del seeing, ossia lo stato della turbolenza dell’aria, che influisce sul potenziale dell’ottica che stiamo usando dandoci un immagine più o meno particolareggiata e definita.

Giove è un oggetto celeste molto dinamico, a causa della sua rotazione che avviene in sole 9 ore e 40 minuti circa, è possibile vedere dei cambiamenti da un ora con l’altra.

Una delle strutture più caratteristiche di Giove è la grande macchia rossa, un gigantesco uragano che è presente sul pianeta da almeno 400 anni; ha una dimensione pari a tre volte la Terra.

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Nel 1979 la sonda Voyager 1 scopre gli anelli di Giove, che però non sono osservabili da Terra.

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Ecco quando ci saranno le prossime opposizioni di Giove fino al 2019:

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Già con un binocolo è possibile osservare il pianeta Giove, un classico 10×50 ci mostrerà il disco del pianeta e i suoi quattro satelliti.

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Il modo migliore è stare sdraiati o comodamente seduti.

Bino

Potreste divertirvi a disegnarlo come facevano i primi astronomi e col tempo notereste le sue modificazioni.

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Con un telescopio ed una telecamera e un po’ di pazienza si può ritrarre un’immagine più appagante e ricca di dettagli.

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Giove sarà osservabile per tutto il periodo invernale e molte saranno le serate che dedicheremo alla sua osservazione con il telescopio principale del Parco Astronomico la Torre del Sole.

Potete consultare il programma completo delle osservazioni sul sito  www.latorredelsole.it

Speriamo in cieli sereni!

SERATA G’ASTRONOMICA 8 Febbraio ore 20.30

30 gennaio 2013

A proposito del cielo di febbraio, ritorna serata g’astronomica A CENA CON LE STELLE!

Un simpatico momento per condividere esperienze e passioni per il mondo delle stelle. Ecco la mappa del cielo di quella sera alle ore 22.

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Venerdì 8 febbraio ore 20.30 in collaborazione con il ristorante La Frasca di Almenno San Salvatore.

Cena in compagnia degli operatori della Torre del Sole con osservazione di Giove e cielo invernale al telescopio dal piazzale del ristorante,  in caso di mal tempo proiezione guidata “Planetario virtuale” e domande in libertà.

Costo della cena: € 26 a persona.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA chiamando lo 035 621515

MENU‘:
BIS DI PRIMI (risotto ai funghi porcini, pennette con crema di noci)
GRIGLIATA MISTA DI CARNE con contorno di PATATINE FRITTE
DESSERT (a scelta fra i diversi dessert che sono normalmente disponibili)
Caffè
Acqua, soft drink, vino della casa.

locandina2

IL CIELO DI FEBBRAIO 2013

29 gennaio 2013

Ci troviamo nella parte centrale della stagione invernale. E’ il periodo dell’anno in cui il cielo ospita le stelle più brillanti. Osservando il cielo intorno alle 22.00 senza dubbio la regina del periodo è la caleidoscopica Sirio, la stella più luminosa dell’inverno, appartenente alla costellazione del Cane Maggiore che è possibile scorgere nella parte bassa del cielo tra SE e SW.

magnitudine

 

La luminosità delle stelle viene chiamata magnitudine e dipende dalla grandezza della stella e dalla sua distanza. Nel caso di Sirio la sua luminosità è dovuta più che alla sua dimensione alla sua distanza, circa 8 anni/luce da noi. Quando la guardiamo, osserviamo una luce vecchia di ben 8 anni, cioè il tempo che impiega a percorrere la distanza che la separa dalla Terra.

8 febbraio

La costellazione protagonista del periodo continua ad essere Orione; nel cielo sembra una grande caffettiera, ma le sue stelle più famose, facilmente riconoscibili perché si trovano allineate, sono  Alnitak, Alnilam e Mintaka, meglio conosciute come la cintura di Orione. Questa costellazione ospita uno degli oggetti celesti più brillanti e facili da trovare nel cielo del periodo: la grande nebulosa di Orione osservabile anche con strumenti di piccole dimensioni; un luogo estremamente studiato dove sono in atto processi di formazione stellare.

orione

Poco sopra Orione si riconoscono il gruppo di stelle delle Iadi che formano il muso della costellazione del Toro, con la stella più brillante del gruppo che si chiama Aldebaran, una gigante rossa a 67 anni luce da noi. Le altre costellazioni più luminose del periodo sono quella dei Gemelli, le cui stelle più brillanti sono Castore e Polluce e la costellazione dell’Auriga con la brillante Capella. Un po’ più tardi nella notte è possibile scorgere verso Est una costellazione che ci porta i primi profumi della primavera: il Leone con Regulus (piccolo re) la sua stella più brillante.

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I pianeti visibili in questo periodo sono Giove, Saturno e Urano. Giove si trova poco sopra Aldebaran; riconoscerlo è molto facile perché è l’oggetto celeste più luminoso del periodo, alle 22.00 si trova verso Sud alto sopra la testa; con un piccolo strumento è possibile individuarne il disco planetario e le sue quattro principali lune che di notte in notte si muovono attorno al pianeta. Verso le 2.00 della notte incominciamo a vedere il bagliore di un altro corpo del sistema solare: Saturno. Anche lui nel cielo appare come una “stella” luminosa di una colorazione decisamente dorata. Man mano che passeranno i mesi anticiperà sempre di più la sua levata, fino a quando in tarda primavera sarà osservabile anche in ore serali. Urano è visibile ancora per qualche tempo nelle prime ore della sera, ma non ad occhio nudo. Tutti gli altri pianeti in questo periodo non sono visibili, perché presenti cielo di giorno nascosti dalla luminosità del sole .

luna 11 febbraio luna 12 febbraio luna 13 febbraio luna 14 febbraio

Nei primi giorni del mese la Luna sarà in fase calante, per diventare nuova il 10 febbraio, dall’11 sarà crescente e piena il 25. Tra l’11 e il 13 febbraio sarà osservabile, nella fase del tramonto, la cosiddetta “Luna a barchetta”, un suggestivo fenomeno geometrico, che ci farà vedere una sorta di sorriso lunare appena sopra l’orizzonte.

scene composition: litho, frame 22

Per finire Febbraio sarà un buon mese per gli avvistamenti della ISS (la Stazione Spaziale Internazionale). Potremo avvistarla nel cielo come un puntino molto luminoso che attraversa la volta celeste solitamente da Ovest verso Est; compie un giro del nostro pianeta ogni 90 minuti viaggiando all’incredibile velocità di 28.000 Km/h a circa 400 km sopra la nostra testa. In particolare i giorni migliori saranno: il 10 febbraio in cui mostrerà il suo passaggio più luminoso comparendo a OSO alle 19.29, attraverserà il cielo in direzione S (ad un’altezza di 84°) per andare a tramontare sempre a S alle 19.32; gli altri passaggi più luminosi saranno visibili l’11 febbraio da SO alle 18.38, il 12 febbraio da O alle 18.33, ma sarà facilmente avvistatile quasi tutti i giorni tra le 19.30 e le 20, accompagnandoci così verso la fine del mese con l’arrivo di Marzo che quest’anno potrebbe portarci da una piacevole sorpresa, il passaggio di una cometa visibile ad occhio nudo, anche se è ancora un po’ presto per saperne la reale intensità luminosa.

PassSkyChart2

 

Ecco tutti i passaggi visibili in febbraio:

 

Date Brightness Start Highest point End Pass type
[Mag] Time Alt. Az. Time Alt. Az. Time Alt. Az.
08 Feb -1.7 19:34:33 10° SSW 19:36:29 27° S 19:36:29 27° S Visible
09 Feb -1.8 18:44:26 10° SSW 18:47:09 23° SE 18:48:17 19° ESE Visible
09 Feb -0.4 20:20:11 10° WSW 20:21:03 17° WSW 20:21:03 17° WSW Visible
10 Feb -3.4 19:29:26 10° WSW 19:32:44 84° S 19:32:44 84° S Visible
11 Feb -2.9 18:38:51 10° SW 18:42:05 51° SE 18:44:19 18° ENE Visible
11 Feb -0.7 20:15:36 10° W 20:17:05 22° WNW 20:17:05 22° WNW Visible
12 Feb -2.7 19:24:38 10° W 19:27:55 52° NNW 19:28:34 43° NNE Visible
13 Feb -3.2 18:33:45 10° WSW 18:37:05 76° NNW 18:39:58 14° ENE Visible
13 Feb -0.9 20:11:01 10° WNW 20:12:43 22° NW 20:12:43 22° NW Visible
14 Feb -2.1 19:19:58 10° W 19:23:04 34° NNW 19:24:03 28° NNE Visible
15 Feb -2.4 18:28:54 10° W 18:32:07 44° NNW 18:35:20 10° NE Visible
15 Feb -1.1 20:06:16 10° WNW 20:08:05 23° NNW 20:08:05 23° NNW Visible
16 Feb -1.8 19:15:14 10° WNW 19:18:12 29° N 19:19:19 23° NNE Visible
17 Feb -2.0 18:24:07 10° WNW 18:27:10 31° N 18:30:13 10° NE Visible
17 Feb -1.4 20:01:16 10° NW 20:03:17 26° NNW 20:03:17 26° NNW Visible
Date Brightness Start Highest point End Pass type
[Mag] Time Alt. Az. Time Alt. Az. Time Alt. Az.
18 Feb -1.9 19:10:17 10° WNW 19:13:15 29° N 19:14:28 22° NE Visible
18 Feb 0.1 20:46:55 10° WNW 20:47:13 12° WNW 20:47:13 12° WNW Visible
19 Feb -1.9 18:19:12 10° WNW 18:22:09 28° N 18:25:07 10° ENE Visible
19 Feb -2.0 19:56:01 10° NW 19:58:25 35° NNW 19:58:25 35° NNW Visible
20 Feb -2.3 19:05:05 10° NW 19:08:11 34° NNE 19:09:37 23° ENE Visible
20 Feb -0.2 20:41:37 10° WNW 20:42:21 16° WNW 20:42:21 16° WNW Visible
21 Feb -3.0 19:50:38 10° WNW 19:53:35 64° NNW 19:53:35 64° NNW Visible
22 Feb -2.9 18:59:39 10° WNW 19:02:56 51° NNE 19:04:51 22° E Visible
22 Feb -0.5 20:36:25 10° WNW 20:37:37 18° W 20:37:37 18° W Visible
23 Feb -2.7 19:45:13 10° WNW 19:48:29 51° SW 19:48:57 46° S Visible
24 Feb -3.3 18:54:08 10° WNW 18:57:29 86° SSW 19:00:22 13° ESE Visible
24 Feb -0.4 20:31:48 10° W 20:33:08 14° SW 20:33:08 14° SW Visible
25 Feb -1.2 19:40:01 10° W 19:42:44 23° SW 19:44:40 15° S Visible
26 Feb -2.0 18:48:38 10° WNW 18:51:47 39° SW 18:54:55 10° SSE Visible
27 Feb -0.1 19:36:05 10° WSW 19:36:44 10° SW 19:37:24 10° SW Visible

Il cielo di OTTOBRE 2012

4 ottobre 2012

Ottobre è il mese della transizione celeste, un passaggio lento che ci porterà a osservare il tramonto delle costellazioni estive e il sorgere di quelle invernali. Sarà però anche un mese di piacevoli comparse ed eventi celesti, anche se non sempre facilmente osservabili.

Nelle prime ore della sera, al calar della luce solare, ritroviamo nel cielo le costellazioni del triangolo estivo: la Lira, il Cigno e l’Aquila, che declinano verso Ovest.

Le parti più alte della volta celeste sono caratterizzate dalle stelle del quadrato di Pegaso e da quelle di Andromeda, seguite dalle più deboli dei Pesci e dell’Acquario. Verso Est troveremo la luminosa Cassiopea e immediatamente sotto Perseo. Poco sopra l’orizzonte si comincia a intravvedere le costellazioni che ci accompagneranno nell’inverno: l’Auriga e il Toro e più tardi nella notte Orione e i Gemelli.

L’oggetto celeste del profondo cielo più bello del periodo, è sicuramente la grande Galassia di Andromeda che si trova nell’omonima costellazione. Definita dagli astrofili semplicemente M31, si trova a 2 milioni di anni luce da noi ed è la galassia compagna della nostra Via Lattea, con la quale si scontrerà, fondendosi in un’unica galassia, ma non prima di 4 miliardi di anni.

Sotto cieli abbastanza bui è possibile intravvederla anche a occhio nudo, come un piccolo sbuffo nebuloso tra le stelle. Con semplici strumenti si può vedere anche il cuore galattico più luminoso.

Dopo un’estate povera di pianeti visibili nelle ore della sera, spunta sull’orizzonte Est il pianeta Giove; sarà il protagonista di tutto l’inverno e ci regalerà nei prossimi mesi congiunzioni spettacolari. In Ottobre potremo vederlo sorgere intorno alle 22 sopra l’orizzonte Est, ma con il passaggio all’ora solare, nella notte tra il 27 e 28 ottobre, anticiperà di un ora e lo vedremo già dalle ore 21. Giove rimarrà nel cielo per tutta la notte fino a scomparire nel chiarore dell’alba, in direzione Ovest. Gli altri pianeti saranno difficilmente osservabili: Mercurio e Marte sono molto vicini al sole nella fase del tramonto mentre Saturno sarà in congiunzione con il Sole il 25 ottobre, quindi invisibile. L’unico pianeta, oltre a Giove, facilmente osservabile è Venere che si osserva sull’orizzonte Est poco prima dell’alba.

In questo mese potremo assistere ad alcuni piacevoli eventi astronomici: il 5 ottobre la Luna brillerà accanto al luminoso Giove. Il 12 ottobre, intorno alle 6 la splendida Venere si troverà accanto all’ultima falce di luna calante; la Luna sarà nuova il 15 e piena il 29 ottobre.

Infine ottobre sarà un mese di stelle cadenti, solamente in parte disturbate dalla presenza della Luna. Qualcuno si ricorderà la Draconidi del 2011 che dettero un bellissimo spettacolo; quest’anno si ripresenteranno nelle notti tra il 7 e l’8 ottobre. Questo è uno sciame dall’intensità imprevedibile, potrebbero farsi vedere poche meteore o produrre una vera pioggia di stelle. L’altro sciame importante è quello delle Orionidi che si presenterà alla fine del mese. Queste meteore sono associate alla cometa di Halley. Le Orionidi non presentano un massimo unico, ma una serie di variazioni della frequenza tra il 16 e il 23 ottobre, dato che la Terra nel suo moto nello spazio, attorno al Sole, incontra zone più o meno dense di meteoroidi. Per osservarle occorrerà aspettare almeno mezzanotte e puntare lo sguardo verso la stella Aldebaran del Toro.

Tutte le possibilità di osservare al telescopio alla Torre del Sole le trovate qua:

Programma di Ottobre 2012


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