Posted tagged ‘la torre del sole’

5 – 9 SETTEMBRE: CAMPUS “ASPETTANDO LA SCUOLA”

12 agosto 2016
campus astronomia SETTEMBRE
Da lunedì 5 a venerdì 9 settembre proponiamo:

CAMPUS SCIENZE ASTRONOMICHE

rivolto a bambini tra i 7 e i 12 anni

Costo € 65,00 (Sconto per fratello/sorella 10%)

Programma attività (dalle ore 14.30 alle 18.00):

Primo giorno – Il Sole, la nostra stella.
Secondo giorno – I pianeti del Sistema Solare.
Terzo giorno – Oltre Plutone, viaggio nell’Universo.
Quarto giorno – A caccia d’alieni: altra vita nello Spazio.
Quinto giorno – I misteri del Cosmo, ciò che i nostri occhi non possono vedere.

Serata Finale venerdì 9 settembre:

Serata per tutta la famiglia. Verranno consegnati gli attestati di partecipazione, si potrà assistere ad uno spettacolo nella sala Planetario e, tempo meteorologico permettendo, osserveremo alcuni oggetti celesti al telescopio dell’osservatorio astronomico, posizionato alla sommità della Torre.
Il costo della serata per ogni accompagnatore è di € 3

 

Iscrizioni entro il 21 agosto e dal 1 al 4 settembre

(il centro resterà chiuso dal 22 al 31 agosto)

 

Per informazioni e iscrizioni:
tel. 035 621515
mail info@latorredelsole.it

Annunci

TRA CIELO E TERRA – CAMPUS 2016 ragazzi 7 – 11 anni

24 maggio 2016
loc campus 2016 BIS

Campus dedicato al mondo dell’astronomia, delle scienze geologiche e naturalistiche.

Informazioni teoriche, giochi e laboratori ludico pratici per imparare la scienza nel modo più divertente. Osservazioni del sole al telescopio, viaggi virtuali alla scoperta delle stelle con il planetario; fossili, minerali, vulcani per parlare della lunga storia del nostro mondo. Le segrete proprietà dell’acqua, animali e piante del pianeta più affascinati.

PERIODO ATTIVITÀ’

Dal 11 al 15 luglio – DA 7 A 11 ANNI ore 9 – 12,30 scienze naturalistiche (visita alle Cornelle sabato 16 luglio). Ore 14,30 – 18 scienze astronomiche (serata finale venerdì 15 luglio )

Dal 18 al 22 luglio – DA 7 A 11 ANNI ore 9 – 12,30 scienze astronomiche (serata finale venerdì 22 luglio). Ore 14,30 – 18 scienze del pianeta Terra.

Dal 25 al 29 luglio – DA 7 A 13 ANNI ora 9 – 12,30 scienze del pianeta Terra – DA 7 A 11 ANNI Ore 14,30 – 18 scienze astronomiche (serata finale venerdì 29 luglio) – DA 7 A 13 ANNI.

Dal 1 al 5 agosto – DA 7 A 11 ANNI ore 9 – 12,30 scienze naturalistiche (visita alle Cornelle sabato 6 agosto). Ore 14,30 – 18 scienze astronomiche (serata finale venerdì 5 agosto).

COSTI: – FULL TIME (9,00-18,00) € 150,00 – PART TIME CON PRANZO (9,00-14,15) € 90,00 – PART TIME (9,00-12,30) O (14.30-18,00) € 65,00 Per informazioni: contattare la segreteria a info@latorredelsole.it o al numero 035/621515

Scarica la brochure dettagliata QUI

campus 2016 brochure pag 1

campus 2016 brochure pag 2

AMICO TELESCOPIO non deludermi…

3 dicembre 2015

Arrivano le feste e molti riceveranno in dono o regaleranno uno strumento per avvicinare gli occhi al cielo.

Non è sempre ben chiaro come è possibile usare questi strumenti, ma anche cosa osservare e come aspettarsi di vedere.

Quanto sarà grande la Luna? Riuscirò a vedere gli anelli di Saturno? Posso vedere un asteroide? Se guardo un aereo, posso salutare il pilota? Posso osservare un buco nero con il mio telescopio? Devo togliere quel tappo che c’è davanti alla lente? Ho letto che posso guardare anche il Sole, ma non mi brucio gli occhi? Perché vedo tutto sottosopra, si sarà rotto qualcosa?

Queste sono solo alcune delle interessanti domande che ci rivolgono le persone che per la prima volta si avvicinano all’osservazione del cielo con l’ausilio di un telescopio.

Purtroppo imparare ad osservare il cielo non è una cosa che si può fare in poche ore. L’astronomia è una passione che va coltivata lentamente, che si conquista giorno per giorno assieme al susseguirsi delle stagioni e del lento migrare delle costellazioni nella volta celeste.

I telescopi sono tubi con ottiche in grado di catturale la luce degli astri e concentrarla nei nostri occhi, ma sta a noi imparare cosa c’è nel cielo da osservare e questa è indubbiamente la parte più complicata, che di solito non è spiegata nel manuale dello strumento.

Possiamo dividere ciò che si vede nel cielo in due categorie: oggetti visibili anche ad occhio nudo (Luna, pianeti e stelle) e oggetti del profondo cielo che ad occhio nudo non si vedono (nebulose, ammassi di stelle e galassie).

La prima cosa da fare è scaricare un programma gratuito per la mappa del cielo, per esempio Stellarium (http://www.stellarium.org/it/) oppure un’applicazione per smartphone come per esempio Mappa Stellare. Il web offre moltissimo per approfondire le nozioni di astronomia e si trovano mappe dettagliate del cielo di ogni periodo.

Gli oggetti celesti più osservati sono quelli appartenenti al sistema Solare, anche se non tutti sono alla portata di strumenti solitamente in possesso a neofiti. La Luna, Giove, Saturno, Venere e Marte sono in ordine quello che si può tentare di osservare. Il Sole si può osservare, ma è MOLTO importante usare i giusti FILTRI, per questo fatevi consigliare da un rivenditore, NON fate di testa vostra.

Il secondo passo sarà quello di cimentarsi con l’osservazione degli oggetti celesti del catalogo Messier; nebulose, galassie e ammassi di stelle , che alla fine del 1700, vennero mappati da un astronomo francese. Per trovarli bisogna usare le mappe del cielo del periodo. Alcuni strumenti sono computerizzati, hanno quindi in memoria la posizione degli oggetti celesti del catalogo Messier e di altri cataloghi; una volta inizializzato lo strumento basterà cercare, negli elenchi visualizzabili tramite la pulsantiera, quello che ci interessa e avviare il puntamento automatico.

messier_poster

Potete farvi aiutare anche frequentando gruppi di astrofili ed andando a seguire qualche lezione al planetario.

Nel frattempo potete venire ad:

Corso introduzione astronomia pratica nov-dic 2017

AMICO TELESCOPIO – Prossimo incontro a data da stabilire.

Mini corso per conoscere ed imparare ad utilizzare un piccolo telescopio.
(Planetario e dimostrazioni pratiche).
Ingresso: Intero € 6,00 Ridotto € 4,00
Riduzioni: da 4 a 10 anni e over 65 anni.
Vivamente consigliata la prenotazione (035 621515)

Sotto la Luna… a caccia di stelle cadenti.

5 agosto 2014

SOTTO LA LUNA…. A CACCIA DI STELLE CADENTI
I giorni 10 – 11 – 12 – 13 Agosto 2014
Serate osservative dedicate alle stelle cadenti di San Lorenzo.
Ingresso € 8 intero e € 5 ridotto
Info e prenotazioni: 035 621515 – info@latorredelsole.it

Locandina stelle cadenti 2014

LA MUSICA DELL’UNIVERSO

31 gennaio 2014

L’Universo da sempre è stato custode delle speranze e aspirazioni del genere umano il quale, attratto dal suo incommensurabile mistero, vi ha sempre associato un ideale di perfezione ed armonia comparabile unicamente a quello assegnato alla magica commistione di suoni nella creazione di ciò che noi comunemente definiamo musica.

Le evidenti somiglianze riscontrabili nei due ambiti vengono ad essere palesate dalla condivisione di un medesimo linguaggio esplicativo, rappresentato dalla matematica. Ma il nesso tra le armonie celesti e sonore si limita realmente a questo?

Furono per primi gli antichi, affidandosi prettamente ad una teoria filosofica piuttosto che scientifica, ad ipotizzare che il legame fra i due campi fosse ben più profondo di ciò che alla limitata mente umana era concesso comprendere.

Così Pitagora, nel VI secolo a.C., parlava di “musica delle sfere” andando ad istituire un’uguaglianza tra le lunghezze armoniche delle corde sonore e le distanze che intercorrevano tra le dieci sfere celesti ospitanti i pianeti di cui egli riteneva fosse composto il Cielo; secondo il suo pensiero dal movimento di rivoluzione e rotazione di ciascun astro si sarebbe infatti originato un  suono continuo, impercettibile a noi umani in quanto esseri imperfetti, ma che unito agli altri avrebbe generato un’armonia da cui la stessa vita terrestre sarebbe stata influenzata. Attenendosi a quella che era l’ideologia greca contemporanea, considerava quindi il cosmo come una grande scala musicale, in cui i suoni acuti erano prodotti da Saturno e dalle stelle fisse e in cui il Sole era necessario affinchè regnasse l’equilibrio, generando la nota di unificazione fra due tetracordi (intervalli di quarta giusta).armonia_delle_sfere

Ma i concetti pitagorici non furono abbandonati, bensì dopo i seguaci del filosofo dell'”Ipse dixit”, anche Platone all’interno de “La Repubblica” riconfermò la tesi dell’esistenza di una musica celeste attraverso il cosiddetto mito di Er.  In questo racconto egli palesa la propria idea di Universo: composto da otto cerchi rotanti su ciascuno dei quali sono posti un pianeta e una sirena (la quale emette un unico suono), il Cielo ospiterebbe, secondo lo studioso, un canto senza fine, espressione dell’armonia celeste a sua volta modello per la musica terrestre .

La dottrina antica venne poi ripresa e rielaborata dalla filosofia magico-ermetica del XVI secolo la quale, specialmente grazie all’apporto di Robert Fludd, diede vita all’idea di un Universo suddiviso nelle sfere dei pianeti, delle stelle e degli angeli a loro volta disposte verticalmente sul “monocordo accordato dalla mano divina”: in questo modo architettura e musica diventavano strumenti inscindibili del Creatore.

il_divino_monocordo

Infine addirittura Keplero, forse perchè fortemente condizionato dal maestro ermetico Brahe, all’interno dell’opera  “Harmonices Mundi” del 1619, sottolineò lo stretto contatto tra astronomia e musica osservando come la velocità angolare massima e minima di un pianeta differiscano di una lunghezza che approssima una particolare proporzione armonica corrispondente al semitono.

Con il progredire degli anni, ovviamente, le numerose strumentazioni ci hanno concesso di comprendere quale sia la reale disposizione degli astri a noi più vicini ma soprattutto, e questo è ciò che ci interessa, ci hanno dimostrato come le onde acustiche, in realtà, non possano propagarsi nello Spazio essendo questo caratterizzato dal vuoto. Nonostante ciò, qualche ambizioso scienziato non si è arreso e, perseverando nella ricerca di qualche segnale interplanetario, ha dimostrato che in fondo Pitagora aveva ragione.

I pianeti, le stelle, i buchi neri infatti producono vibrazioni e deformazioni della trama spazio-temporale dovute al proprio movimento le quali riescono a propagarsi nell’Universo mediante le onde radio e le onde gravitazionali (la scoperta di queste ultime è da imputare ad Einstein). Arrivando sino a noi, le prime possono essere facilmente captate dai radiotelescopi e quindi convertite in suono (attraverso il medesimo meccanismo che permette il funzionamento delle nostre radio), le seconde invece, molto più sfuggenti, possono essere registrate mediante l’utilizzo di recenti tecnologie quali i rilevatori risonanti.planetalignment_white

I risultati sino ad ora ottenuti sottolineano la reale esistenza di una sovrapposizione di suoni celesti i quali tuttavia presentano una frequenza talmente bassa da non poter essere udita; per esempio il buco nero della galassia NGC 1275 produce un SI appartenente ad una tonalità 57 volte più bassa rispetto a quella del Do centrale e tutti i pianeti del Sistema Solare note 28 volte più gravi.

Ma la radioastronomia ha obiettivi che non si limitano a ciò: gli impulsi percepiti sono infatti fondamentali per lo studio delle pulsar, dei buchi neri e addirittura degli eventi universali più violenti, incluso il Big Bang, argomenti che con un semplice telescopio non si potrebbero mai approfondire, argomenti in cui il suono diventa sinonimo di possibilità di conoscenza.

Concludendo, si può dire che sì, Pitagora aveva ragione: l’Universo è una vera e propria orchestra, impegnata in un eterno concerto, di cui noi umani, a causa della nostra limitatezza, non avremo mai il biglietto ma di cui comunque faremo inconsciamente sempre parte, diretti da un Maestro misterioso.

Dalila Invernici

Studentessa della classe 4°N del Liceo Mascheroni in alternanza scuola-lavoro presso la Torre del Sole.

IL GRANDE FREDDO SIBERIANO

2 febbraio 2012

Questo strano inverno 2011-2012 sembrava partito un po’ in sordina con temperature miti fino a qualche tempo fa, ma ci ha riservato una sorpresa. Meteorologi e appasionati in questi giorni sono in fermento, i blog e i forum dedicati all’argomento scoppiano di commenti e questo perché sta arrivando il  grande freddo siberiano! Giornali e tv lo hanno annunciato per la fine di questa settimana.

Si parla di temperature sempre sotto lo zero con picchi di -20 °C. Questo è un fenomeno che non avviene spesso in Italia, ma è già accaduto in tempi passati. E’ tutta colpa dell’anticiclone Russo–Siberiano (orso russo in gergo meteorologico) è un’area di alta pressione di origine termica, che nasce negli sconfinati bassopiani della Russia Asiatica settentrionale nel corso della stagione invernale e che di tanto in tanto viene a farci visita. La sua genesi risiede nel forte raffreddamento delle masse d’aria a contatto con il suolo. Nel corso dell’autunno, infatti, la durata sempre più breve delle ore di luce (accompagnata dall’effetto albedo per il suolo innevato) determina un calo termico continuo su tutta la Siberia. L’aria fredda ha quindi modo di stagnare giorno dopo giorno e, poiché molto densa, determina un incremento di pressione. L’anticiclone, nel suo manifestarsi tipico, presenta temperature freddissime al suolo, anche inferiori a -60°C !!!

L'orso bianco

Una volta consolidato, l’anticiclone Siberiano può rimanere stazionario sull’Asia oppure guadagnare terreno verso l’Europa, se il mite flusso oceanico (atlantico) non è molto intenso. La configurazione barica a cuneo fa sì che le perturbazioni inserite nel flusso delle correnti occidentali, una volta giunte sull’Europa Centrale vengano deviate verso latitudini molto elevate (Scandinavia) oppure siano costrette a entrare nel Mediterraneo occidentale portando ad un’accentuata ciclogenicità, diffuso maltempo con piogge estese e persistenti o neve abbondante.

Le persone più adulte si ricorderanno anche altri anni con le condizioni simili se non peggiori alle attuali:

  • 1979:  iniziò con 17°C sotto zero a Bologna, 13°C sotto zero a Pescara.
  • 1963:  tra il 13 e il 17 dicembre caddero ben 58 cm di neve a Bologna e l’accumulo totale mensile fu di 101 cm. Nel successivo gennaio ad Anzola dell’Emilia (BO) si toccarono i -16.4°C con 31 giorni di gelo e ben 12 di ghiaccio. La media delle temperature minime fu di -7.9°C, la media delle temperature massime di +1.2°C, valori consoni alla Polonia più che alla mite Italia.
  • 1956: anche in quel caso il contributo dell’alta pressione termica sulla Russia fu determinante. Ricordiamo i -22°C di Torino, -14.6°C a Trieste, -6°C a Genova, +1.2°C a Palermo. Il 10 febbraio caddero 28 cm di neve a Torino e tra l’11 e il 12 febbraio accumuli di 40 cm sull’Emilia Romagna. 
  • 1929: a febbraio si pattinava a Londra, sul Tamigi ghiacciato, sul Golfo di Sebenico in Croazia, ghiacciava il mare. L’Italia era invasa dalla morsa del gelo e dalla neve da Nord a Sud come non è mai più accaduto. Oltre 70 cm di neve a Udine con una temperatura minima di -24°C, a Venezia neve incessante per diversi giorni con temperature che toccano i -12°C e la Laguna ghiacciata completamente. La neve ricopriva la mite Sarzana (SP) con uno spessore di 30 cm. Rimini fu letteralmente sepolta da 120 cm di neve.

L’ultimo vero orso che ha interessato l’Italia risale al febbraio 1991 e gennaio 1993 con effetti simili a quelli già citati, sebbene in tono leggermente minore.

Negli ultimi anni questa figura barica è stata assolutamente latitante in Europa e, in alcuni inverni, faticava a strutturarsi persino sulla Siberia orientale, il luogo dal clima più continentale dell’intero emisfero boreale.

Previsioni

In conclusione, possiamo analizzare sinteticamente quali sono le condizioni necessarie affinché si possano verificare  una situazione come quella attuale:

  1. è necessario che si formi un vero e proprio “blocco” delle correnti occidentali (miti e umide) provenienti dall’Oceano Atlantico;
  2. espansione dell‘anticiclone Russo–Siberiano verso ovest e precisamente verso la catena dei Balcani e l’Italia;
  3. deve crearsi una zona di bassa pressione nel Mare Ionio, cosa che è in atto in questo momento.

Nei prossimi giorni le precipitazioni dovrebbero diminuire, ma attenzione alle gelate e al ghiaccio che ci accompagnerà per qualche tempo.

Ghiaccaita

 Il 23 Febbraio alle ore 21.00 parleremo di meteorologia con il CML – Centro Meteo Lombardo, sarà l’occasione per capire meglio i fenomeni atmosferici che ci stanno accompagnando in questi giorni e per imparare qualcosa di più sull’affascinante meteorologia e climatologia.

Se volete rimanere aggiornati vi suggeriamo il sito del CML www.centrometeolombardo.com e la seguente lettura per prepararvi alla conferenza del 23 febbraio 2012, METEOROLOGIA – Atlanti ScientificiGiunti – Giunti Editore costo € 7.50, disponibile anche presso l’astro-shop della Torre del Sole.

 


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