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IL TEMPO E LA MATERIA – Dal Big Bang all’Antropocene

13 ottobre 2016

L’Associazione IL GECO e LA TORRE DEL SOLE sono lieti di presentare un ciclo di conferenze che percorreranno l’evoluzione del rapporto tra tempo e materia. Dalla rapidissima evoluzione che ha fatto seguito al Big Bang, si passerà a trattare la lenta evoluzione della materia nel cosmo, dalla formazione delle stelle a quella dei pianeti. Successivamente si focalizzerà l’attenzione sul Pianeta Terra e la sua evoluzione geologica, che ha portato negli ultimi secoli a una salto concettuale ardito quanto la rivoluzione copernicana, laddove si è dovuta abbandonare una visione della storia del Pianeta imperniata sulla scala dei tempi umani. Si passerà poi a investigare il ruolo fondamentale del tempo nella nascita ed evoluzione della vita sulla Terra e si concluderà infine con una panoramica della storia geologica d’Italia che ne metterà in rilievo alcune peculiarità che la rendono quel Paese vario e affascinante che ci circonda.

Le conferenze si terranno presso LA TORRE DEL SOLE di Brembate di Sopra (BG) alle ore 21.00 con il seguente calendario:

19 ottobre 2016 IL TEMPO DELL’UNIVERSO – Prof. Andrea Grieco

2 novembre 2016 IL TEMPO DELLE STELLE E DEI PIANETI – Prof. Andrea Grieco

16 novembre 2016 IL TEMPO DELLA TERRA – Prof. Giovanni Grieco

30 novembre 2016 IL TEMPO DELLA VITA – Dott.ssa Silvia Morlotti

14 dicembre 2016 IL TEMPO DELL’ITALIA – Dott. Davide Chies

Costo di partecipazione all’intero ciclo di conferenze € 45 – per la singola conferenza € 10

Info e prenotazioni: 035 621515 – info@latorredelsole.it

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Temi trattati durante le conferenze:

IL TEMPO DELL’UNIVERSO All’inizio del XX secolo si crede che l’Universo sia eterno e infinito, uniformemente popolato di stelle. La pubblicazione della teoria della relatività generale, nel 1916, e la scoperta dell’espansione cosmologica delle galassie determina un cambiamento radicale di paradigma, paragonabile al passaggio dal modello geocentrico a quello eliocentrico. La materia e l’energia, lo spazio e il tempo hanno avuto un’origine in un evento di proporzioni inimmaginabili: il Big Bang. Nei primi istanti di “vita” dell’Universo le forze e le particelle fondamentali interagiscono in modo tale da produrre, dopo circa trecentomila anni, gli elementi fondamentali da cui si formeranno le prime stelle.

IL TEMPO DELLE STELLE E DEI PIANETI La nascita delle stelle è un passo fondamentale nell’evoluzione cosmologica. Dalle “ceneri” del Big Bang si accendono queste fornaci nucleari che portano alla sintesi degli elementi più pesanti dell’elio. Le attuali conoscenze teoriche e osservative consentono di tracciare un quadro sufficientemente dettagliato dell’evoluzione stellare. Una delle conseguenze della nucleosintesi di elementi pesanti è la formazione di sistemi planetari che ospitano pianeti rocciosi. Pianeti potenzialmente simili alla terra e che, negli ultimi anni, abbiamo scoperto sempre più numerosi in sistemi planetari di altre stelle. Un primo passo per la scoperta di altre Terre?

IL TEMPO DELLA TERRA Le scienze della Terra hanno sofferto nello sviluppo storico della scienza di un forte ritardo, legato, in buona misura, alla difficoltà di concepire II tempo geologico in termini di milioni e miliardi di anni. Il passaggio dal tempo ciclico, misurato fin dall’antichità tramite i moti celesti, al tempo lineare della storia geologica della Terra ha costituito un fondamentale progresso nella storia della civiltà. Nel contempo esso apre una nuova serie di problematiche: quanto è lungo questo tempo lineare? Come è possibile misurarlo? Con che grado di precisione? E come sono cambiati i processi e i fenomeni geologici che si sono succeduti sul nostro Pianeta?

IL TEMPO DELLA VITA Quali spunti di riflessione sul concetto di tempo e la sua misura possono darci le scienze biologiche? La temporalità entra a gamba tesa nella biologia a varie scale e in tanti modi. La biologia, come oggi la intendiamo, non può fare a meno della prospettiva storica. Dall’accettazione della teoria dell’evoluzione per selezione naturale di Darwin nella seconda metà del XIX secolo, tutto ciò che i biologi studiano e scoprono è assolutamente inscindibile dal contesto evolutivo, cioè da un contesto di trasformazione della materia e della sua organizzazione complessa, dove forma e funzione sono uniti dal concetto di processo. Frecce, cicli, scale, catene di eventi; le principali rappresentazioni umane del concetto di tempo riempiono articoli e libri riguardanti il mondo vivente e ogni volta la scelta non è priva di ragioni e conseguenze più o meno volute: prima o dopo? progresso o regressione? gradualità o discontinuità? Si tratta di domande chiave, se si vuoi cogliere il ritmo dell’evoluzione.

IL TEMPO DELL’ITALIA Breve viaggio nell’Italia geologica. Dal fascino delle Dolomiti alla massiccia mole dell’Etna, l’Italia si caratterizza per l’estrema diversità geologica, che ne ha fatto il campo di prova per scienziati di tutto il mondo. Il nostro Paese racchiude in poco spazio una varietà notevolissima di ambienti, testimoni della sua complessa storia geologica: un patrimonio assai prezioso, da rivalutare e conservare. In questo breve viaggio attraverso antichi vulcani, enormi oceani, catene montuose e grandi ghiacciai scopriremo come sia nata la bellezza naturale di ciò che vediamo oggi. Una storia turbolenta e più recente di quanto si possa credere, specialmente se paragonata a quella del Pianeta Terra.

Note biografiche

Andrea Grieco:
Laurea in Fisica con una tesi sulle stelle pulsanti, svolta presso l’Osservatorio Astronomico di Brera-Merate. Docente di matematica e fisica e vice-preside presso il Liceo scientifico e Linguistico “G. Bruno” di Melzo, dove è anche responsabile del laboratorio di fisica e delle attività di formazione. Ha collaborato con l’Università Statale di Milano in qualità di Tutor per i corsi SILSIS. Socio fondatore dell’Associazione Cernuschese Astrofili, di cui è stato Presidente, e dell’Osservatorio Astronomico “G. Barletta” a Cernusco sul Naviglio. Svolge da anni attività di divulgazione scientifica presso le scuole e la cittadinanza con conferenze, lezioni, mostre e eventi osservativi. Docente per l’Università del Sapere di Cassano d’Adda. Dal 1995 si occupa di consulenza per problematiche relative all’inquinamento elettromagnetico.

Giovanni Grieco:
Laurea e Dottorato di ricerca in Scienze Geologiche, è attualmente Professore Associato presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Milano, è titolare del corso di “Materie Prime e industria” per la laurea triennale in Scienze Geologiche, del corso di “Giacimenti Minerari” per la laurea magistrale in Scienze della Terra e “Georisorse e ambiente” per la laurea triennale in Scienze Naturali. Ha pubblicato decine di articoli scientifici su riviste internazionali. Si occupa inoltre di formazione degli insegnanti ed è un attivo divulgatore. E’ impegnato inoltre con l’associazione Il Geco in progetti educativi nell’ambito delle azioni Europee Erasmus+. E’ anche autore di un romanzo a sfondo geologico e di un testo scolastico per i licei scientifici.

Silvia Morlotti:
Laureata in Scienze Naturali all’Università degli studi di Milano si è specializzata nell’ambito della storia del pensiero evolutivo, dei suoi legami con le scienze geologiche e la climatologia. I suoi interessi di ricerca riguardano il contesto pre-darwinista italiano, e i legami tra la scienza biologica e lo sviluppo dell’identità culturale italiana del secondo Ottocento. Ha lavorato in ambito divulgativo al Museo di Storia Naturale di Milano, ha avuto nell’ultimo anno le prime esperienze di insegnamento e collabora con l’Associazione Il Geco.

Davide Chies:
Laureato con il massimo dei voti in Scienze della Terra presso l’Università degli Studi di Milano. Ha svolto attività di tesi magistrale sulle cromiti della Grecia settentrionale e ha partecipato al progetto geoturistico Erasmus+ Sole per l’Associazione Il Geco. Attivo camminatore delle Alpi, giocatore di pallacanestro e amante della scienza.

Associazione ILGECO Strada Provinciale 139 Km1 20083 Gaggiano (Mi) tel. 3487237630 ilgeco@ilgeco.eu http://www.ilgeco.eu
La Torre del Sole Via Caduti sul Lavoro 2 – 24030 Brembate di Sopra (Bg) tel. 035 621515 info@latorredelsole.it http://www.latorredelsole.it

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IL GRANDE FREDDO SIBERIANO

2 febbraio 2012

Questo strano inverno 2011-2012 sembrava partito un po’ in sordina con temperature miti fino a qualche tempo fa, ma ci ha riservato una sorpresa. Meteorologi e appasionati in questi giorni sono in fermento, i blog e i forum dedicati all’argomento scoppiano di commenti e questo perché sta arrivando il  grande freddo siberiano! Giornali e tv lo hanno annunciato per la fine di questa settimana.

Si parla di temperature sempre sotto lo zero con picchi di -20 °C. Questo è un fenomeno che non avviene spesso in Italia, ma è già accaduto in tempi passati. E’ tutta colpa dell’anticiclone Russo–Siberiano (orso russo in gergo meteorologico) è un’area di alta pressione di origine termica, che nasce negli sconfinati bassopiani della Russia Asiatica settentrionale nel corso della stagione invernale e che di tanto in tanto viene a farci visita. La sua genesi risiede nel forte raffreddamento delle masse d’aria a contatto con il suolo. Nel corso dell’autunno, infatti, la durata sempre più breve delle ore di luce (accompagnata dall’effetto albedo per il suolo innevato) determina un calo termico continuo su tutta la Siberia. L’aria fredda ha quindi modo di stagnare giorno dopo giorno e, poiché molto densa, determina un incremento di pressione. L’anticiclone, nel suo manifestarsi tipico, presenta temperature freddissime al suolo, anche inferiori a -60°C !!!

L'orso bianco

Una volta consolidato, l’anticiclone Siberiano può rimanere stazionario sull’Asia oppure guadagnare terreno verso l’Europa, se il mite flusso oceanico (atlantico) non è molto intenso. La configurazione barica a cuneo fa sì che le perturbazioni inserite nel flusso delle correnti occidentali, una volta giunte sull’Europa Centrale vengano deviate verso latitudini molto elevate (Scandinavia) oppure siano costrette a entrare nel Mediterraneo occidentale portando ad un’accentuata ciclogenicità, diffuso maltempo con piogge estese e persistenti o neve abbondante.

Le persone più adulte si ricorderanno anche altri anni con le condizioni simili se non peggiori alle attuali:

  • 1979:  iniziò con 17°C sotto zero a Bologna, 13°C sotto zero a Pescara.
  • 1963:  tra il 13 e il 17 dicembre caddero ben 58 cm di neve a Bologna e l’accumulo totale mensile fu di 101 cm. Nel successivo gennaio ad Anzola dell’Emilia (BO) si toccarono i -16.4°C con 31 giorni di gelo e ben 12 di ghiaccio. La media delle temperature minime fu di -7.9°C, la media delle temperature massime di +1.2°C, valori consoni alla Polonia più che alla mite Italia.
  • 1956: anche in quel caso il contributo dell’alta pressione termica sulla Russia fu determinante. Ricordiamo i -22°C di Torino, -14.6°C a Trieste, -6°C a Genova, +1.2°C a Palermo. Il 10 febbraio caddero 28 cm di neve a Torino e tra l’11 e il 12 febbraio accumuli di 40 cm sull’Emilia Romagna. 
  • 1929: a febbraio si pattinava a Londra, sul Tamigi ghiacciato, sul Golfo di Sebenico in Croazia, ghiacciava il mare. L’Italia era invasa dalla morsa del gelo e dalla neve da Nord a Sud come non è mai più accaduto. Oltre 70 cm di neve a Udine con una temperatura minima di -24°C, a Venezia neve incessante per diversi giorni con temperature che toccano i -12°C e la Laguna ghiacciata completamente. La neve ricopriva la mite Sarzana (SP) con uno spessore di 30 cm. Rimini fu letteralmente sepolta da 120 cm di neve.

L’ultimo vero orso che ha interessato l’Italia risale al febbraio 1991 e gennaio 1993 con effetti simili a quelli già citati, sebbene in tono leggermente minore.

Negli ultimi anni questa figura barica è stata assolutamente latitante in Europa e, in alcuni inverni, faticava a strutturarsi persino sulla Siberia orientale, il luogo dal clima più continentale dell’intero emisfero boreale.

Previsioni

In conclusione, possiamo analizzare sinteticamente quali sono le condizioni necessarie affinché si possano verificare  una situazione come quella attuale:

  1. è necessario che si formi un vero e proprio “blocco” delle correnti occidentali (miti e umide) provenienti dall’Oceano Atlantico;
  2. espansione dell‘anticiclone Russo–Siberiano verso ovest e precisamente verso la catena dei Balcani e l’Italia;
  3. deve crearsi una zona di bassa pressione nel Mare Ionio, cosa che è in atto in questo momento.

Nei prossimi giorni le precipitazioni dovrebbero diminuire, ma attenzione alle gelate e al ghiaccio che ci accompagnerà per qualche tempo.

Ghiaccaita

 Il 23 Febbraio alle ore 21.00 parleremo di meteorologia con il CML – Centro Meteo Lombardo, sarà l’occasione per capire meglio i fenomeni atmosferici che ci stanno accompagnando in questi giorni e per imparare qualcosa di più sull’affascinante meteorologia e climatologia.

Se volete rimanere aggiornati vi suggeriamo il sito del CML www.centrometeolombardo.com e la seguente lettura per prepararvi alla conferenza del 23 febbraio 2012, METEOROLOGIA – Atlanti ScientificiGiunti – Giunti Editore costo € 7.50, disponibile anche presso l’astro-shop della Torre del Sole.

 


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